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Cronaca

La madre di Elena Ceste:
“Mia figlia non si è suicidata”

«Elena, vorrei tanto avere i tuoi auguri la prossima domenica e vorrei che tu li ricevessi dai tuoi figli per la Festa della mamma. Se puoi sentirci, fai solo un cenno per dire che ci sei». Sono le

«Elena, vorrei tanto avere i tuoi auguri la prossima domenica e vorrei che tu li ricevessi dai tuoi figli per la Festa della mamma. Se puoi sentirci, fai solo un cenno per dire che ci sei». Sono le parole di Lucia Ceste, mamma di Elena, scomparsa dalla sua casa di Motta di Costigliole lo scorso 24 gennaio, lasciate alla trasmissione "Quarto grado" nell'intervista alla giornalista Ilaria Mura. Un appello alla figlia, di cui i familiari aspettano ogni giorno il ritorno, ricordandole che «tutto si risolve».

«Mia figlia non si è suicidata. Mio marito ed io pensiamo che l'abbiano raggirata su Facebook e l'abbiano ricattata facendo leva sui bambini -? dice la signora Ceste, con parole cariche di dolcezza e pacatezza, speranza e fiducia -? Qualcuno l'ha aiutata ad andare via da casa. Non ha fatto tutto da sola, ma non ho sospetti su nessuno, perché non si è mai lamentata. Solo a novembre ho notato un certo malessere: Elena mi ha rassicurato dicendo che avrebbe parlato con Michele di tutto e ogni cosa si sarebbe sistemata. Poi non me ne ha mai più fatto cenno».

Preoccupazioni che la donna aveva manifestato anche al parroco del paese, come ribadisce in una nuova intervista di ieri, lunedì, alla giornalista Elena Biggioggero de "La vita in diretta". Confidenze anche all'"uomo della Golf" di Costigliole e all'amico di Torino ("l'uomo delle cave"), di cui ha rivelato l'esistenza lo stesso marito di Elena in tv.

Intanto, non ci sarebbero indagati e i carabinieri continuano l'indagine in ogni direzione. A quasi quattro mesi dalla misteriosa sparizione della donna non è emerso a quanto pare alcun elemento concreto che porti a lei.
Intanto sulla vicenda non si ferma l'interesse di "maghe" e "sensitivi", che da mesi raccontano le loro diverse "visioni". Dai ruscelli ai laghetti, fino alle cave; ed ora una «cantina con l'odore della vinaccia»: è quanto un sensitivo toscano racconta in una mail giunta alla nostra redazione.

m.m.t.

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