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La storia astigiana di Rita Levi Montalcini

Il sindaco di Asti, accompagnato dal gonfalone della città, ha partecipato al funerale della senatrice Rita Levi Montalcini, svoltasi al tempio ebraico di Torino. La senatrice Montalcini era

Il sindaco di Asti, accompagnato dal gonfalone della città, ha partecipato al funerale della senatrice Rita Levi Montalcini, svoltasi al tempio ebraico di Torino. La senatrice Montalcini era cittadina onoraria di Asti, che aveva conosciuto sin dagli anni Trenta quando, per sfuggire alle persecuzioni razziali indette dal fascismo, aveva lasciato Torino e si era rifugiata, insieme alla sorella Paola, in Valle San Pietro. Il futuro premio Nobel trovò asilo a villa Agnelli, mentre la sorella Paola fu ospite alla villa “Il basinetto”, poco distante: fu proprio in questo soggiorno astigiano che Rita ebbe le prime intuizioni sulle scoperte che successivamente le avrebbero procurato notorietà mondiale.

Laureatasi in medicina nel 1936, fu costretta ad emigrare in Belgio, tornando poi  a Torino alla fine della guerra. Nel 1947 si trasferì alla Washington University, dove proseguì le ricerche che negli anni 1951-52 la portarono alla scoperta del fattore di crescita nervoso, noto come Ngf, essenziale nella crescita e per la differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche: i suoi studi  su questa molecola proseguirono per oltre trent’anni e nel 1986 le fecero meritare il premio Nobel per la medicina, insieme a Stanley Cohen.

Ad Asti la senatrice Montalcini venne nel 2001 per l’ultima volta, in occasione del Palio, ed una bella fotografia la ritrae ad un balcone di via Gobetti mentre guarda sfilare il corteo storico: insieme a lei sono la nipote Piera ed Anna Re Montalcini, moglie di Gino Montalcini, cugino di Rita. Un altro legame affettivo con il territorio astigiano fu costituito dal ricordo delle estati passate al Castelrosso, residenza dello zio Emanuele Montalcini, sindaco di Ferrere.

La Montalcini fu la prima donna ad essere ammessa alla Pontifica Accademia delle Scienze: nominata senatrice a vita nel 2001 fu anche socia dell'Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche e tra i soci fondatori della Fondazione Idis-Città della Scienza. Sin da giovane ebbe un’educazione laica che la portò a dire di sé: «… pur dichiarandomi agnostica e libera pensatrice, mi ritengo tuttavia profondamente "credente", se per religione si intende credere nel bene e nel comportamento etico: non perseguendo questi principi, la vita non merita di essere vissuta». Centinaia di persone, di ogni livello, a Roma e Torino, hanno voluto porgere omaggio alla salma di una donna che ha onorato il suo paese e lavorato per la crescita umana e scientifica.

Renato Romagnoli

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