L'università fa programmi"Potenzieremo legami col territorio"
Cronaca

L'università fa programmi
"Potenzieremo legami col territorio"

Sono stati 1.462 i laureati presso l'università di Asti tra il 2002 e il 2011. Mediamente, quindi, nel periodo considerato hanno conseguito un titolo di studio 150 studenti ogni anno. Emerge dai

Sono stati 1.462 i laureati presso l'università di Asti tra il 2002 e il 2011. Mediamente, quindi, nel periodo considerato hanno conseguito un titolo di studio 150 studenti ogni anno. Emerge dai risultati preliminari della ricerca "L'impatto socio-economico del polo universitario astigiano", in fase di realizzazione nell'ambito della decima edizione del Master universitario di I livello in Sviluppo locale. Risultati presentati nei giorni scorsi all'università, nel corso di una conferenza stampa convocata per tracciare un bilancio dell'attività svolta nell'anno e ribadire le direttrici cui guarda l'ateneo astigiano: didattica e ricerca, rigorosamente legate al territorio.

Presenti, tra gli altri, il direttore e il presidente del consorzio Astiss (che gestisce a livello amministrativo l'università), rispettivamente Francesco Scalfari e Michele Maggiora, i docenti dei vari corsi di laurea attivati e Domenico Carbone, docente del corso di laurea in Servizio sociale e del Master in sviluppo locale, che ha curato la ricerca. L'obiettivo dell'indagine è realizzare uno studio per la valutazione degli effetti diretti, indiretti e indotti del polo universitario a livello locale.

Tra i primi dati è emerso che tra il 2002 e il 2011 i laureati nel polo universitario astigiano sono stati, appunto, 1.462. Numero che può essere così suddiviso a seconda del titolo di studio conseguito: 38 i diplomi universitari, 1.125 le lauree triennali e 199 le lauree specialistiche/magistrali. Di questi 492 appartengono all'ateneo del Piemonte orientale e 970 all'Università degli studi di Torino.

Sì, perché dei corsi di laurea attivati ad Asti alcuni dipendono dall'Università di Torino e altri da quella del Piemonte orientale. In totale sono infatti attivi, nella sede astigiana, i corsi di laurea in Tecnologie alimentari per la ristorazione, Scienze viticole ed enologiche, Infermieristica, Scienze delle attività motorie e sportive, Insegnamento delle Scienze motorie e sportive nelle scuole di primo e secondo grado, Servizio sociale, oltre ad una vasta gamma di attività di corsi post laurea, master, laboratori e centri di ricerca, anche in collaorazione con società, Enti e Fondazioni esterni.

Tra le varie attività è stato poi ricordata la nascita dell'incubatore non tecnologico di imprese giovanili "Asti città green", di cui è stato recentemente pubblicato il bando. E', questo, un luogo che vuole favorire la nascita e la crescita di imprese non tecnologiche (nei settori dell'enogastronomia, prodotti tipici, turismo, cultura, benessere, green economy) ideate da 10 giovani (domande entro il 31 gennaio, per info: segreteria@uni-astiss.it).

«L'Università di Asti – ha commentato Michele Maggiora nel corso della conferenza stampa – è sicuramente di riferimento per il territorio, e ovviamente non deve essere considerata solo una comoda soluzione per evitare che i ragazzi astigiani debbano seguire le lezioni a Torino. Al contrario, è un'opportunità di crescita per tutto il territorio, prima di tutto culturale ma anche economica, proprio per le ricadute che garantisce. In tutti questi anni abbiamo portato avanti la didattica e la ricerca, oltre ad una vasta gamma di attività correlate, dai convegni alle giornate di studio. E sempre abbiamo ragionato sulla base di ciò che chiede il territorio (cosa che, peraltro, faremo anche in futuro, in modo sempre più massiccio). Basti pensare, per esempio, all'attivazione del Master in sviluppo locale, alla scelta dei corsi di laurea attivati e, in ultimo, all'incubatore di imprese, rivolto a quelle idee imprenditoriali legate alla nostra realtà, come l'enogastronomia e il turismo».

Elisa Ferrando

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