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nel processo sull'occupazione dell'ex Mutua
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Ma quali danni e vandalismi? Difesa agguerrita
nel processo sull'occupazione dell'ex Mutua

Difesa agguerrita per respingere le accuse di danni e vandalismi. In aula i capifamiglia e alcuni volontari del coordinamento Asti Est. La difesa vuole capire come gli inquirenti possano aver addebitato agli imputati i danni e i vandalismi che invece potevano essere già presenti da tempo

Un’udienza piuttosto movimentata quella che si è tenuta mercoledì in tribunale a carico di una decina di persone. Si tratta dei capifamiglia che hanno occupato abusivamente lo stabile dell’ex Mutua di via Orfanotrofio e alcuni volontari del Coordinamento Asti Est, l’associazione che da sempre segue il problema delle emergenze abitative in città. L’occupazione avvenne l’8 dicembre del 2010 e da allora le famiglie non hanno più lasciato i loro minialloggi ricavati dagli ex ambulatori o sale visite. L’Asl, fin da subito, ha sporto denuncia per tornare in possesso dell’immobile e un sopralluogo di carabinieri e Vigili del Fuoco si era concluso con la segnalazione di numerose "criticità" in termini di sicurezza degli occupanti, soprattutto per quanto riguarda gli impianti elettrici "volanti" e la mancanza di canne fumarie a norma per le stufe a legna che scaldano gli ambienti. Per tutti le accuse sono di "invasione abusiva", di danneggiamenti e di inottemperanza all’ordinanza di sgombero del sindaco emessa nel giugno 2011.

La pubblica accusa è sostenuta dal pm Bazzano mentre gli imputati sono difesi dagli avvocati La Matina, Broda e Caranzano; l’Asl si è costituita parte civile con l’avvocato Gaetano. Davanti al giudice Martinetto sono sfilati i primi due testi, l’allora comandante del Reparto Operativo capitano Lano e il maresciallo Destefanis, che fu tra i primi a segnalare l’occupazione in atto. Entrambi hanno raccontato cosa hanno trovato all’interno dell’edificio nel corso dei sopralluoghi e tante sono state le domande dell’avvocato La Matina per ricondurre agli imputati le precise accuse di danneggiamenti. Trattandosi di un edificio chiuso e inutilizzato da almeno due o tre anni all’epoca dell’occupazione, la difesa vuole capire come gli inquirenti possano aver addebitato agli imputati i danni e i vandalismi che invece potevano essere già presenti da tempo.

L’udienza è stata aggiornata all’8 luglio, ma per sabato pomeriggio il Coordinamento Asti Est insieme ad altre associazioni e volontari ha organizzato un presidio davanti al Comando dei Carabinieri di Asti. Un momento di solidarietà con gli imputati occupanti che si concretizza con la firma di un’autodenuncia da parte di chi ha partecipato o comunque condivide l’occupazione di alloggi pubblici inutilizzati da parte di chi è senza casa. Fra i firmatari dell’autodenuncia, anche Don Andrea Gallo, ad Asti per una conferenza.

Daniela Peira

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