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Cronaca

Nizza, il traffico per la chiesetta
passa per una strada privata

La chiesetta del Bricco Cremosina, intitolata alla Madonna della Neve, è probabilmente il luogo più affascinante del territorio di Nizza Monferrato. Nel piccolo edificio religioso,

La chiesetta del Bricco Cremosina, intitolata alla Madonna della Neve, è probabilmente il luogo più affascinante del territorio di Nizza Monferrato. Nel piccolo edificio religioso, inconfondibilmente riconoscibile da tutte le colline circostanti, si gode di una vista strabiliante sul paesaggio dei vigneti recentemente proclamato “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’Unesco. È di quest’estate la lamentela da parte di alcuni cittadini per la chiusura tramite transenna di quella che – almeno a dire di molti – sarebbe la principale via per arrivare alla chiesetta e alla piccola oasi di verde che la circonda.

Il proprietario dei terreni che circondano il piccolo edificio di culto, Giuseppe Triberti, chiarisce che non è così: «La vera strada pubblica è sull’altro lato della chiesetta, ma c’è l’abitudine di passare dalla via di accesso a casa mia. È inghiaiata, a differenza dell’altra, ma sono io a occuparmi della manutenzione della ghiaia e a toglierla dalla provinciale quando ne esce un po’. Tutto a mie spese, per evitare multe dalla Provincia». In effetti la stranezza di attraversare un cortile privato – Triberti ha lì la casa e il capannone, e tutto intorno ci sono i suoi vigneti – salta agli occhi a chiunque arrivi in quei paraggi. Per la sua bellezza, la chiesetta del Bricco è effettivamente un luogo di ritrovo molto apprezzato. Pure un po’ troppo, sembra, dato che negli ultimi tempi ci sarebbero stati anche casi di schiamazzi notturni a ore improbabili, piccoli festini rumorosi con protagonisti perfetti sconosciuti che arriverebbero sgommando lungo la strada inghiaiata.

«In passato ho preso contatti con i Carabinieri, che hanno fatto anche alcuni controlli – continua Triberti – È capitato anche che provassi a dissuadere alcuni malintenzionati che stavano danneggiando lo steccato della chiesetta. Quest’estate, ormai stanco della situazione, ho semplicemente deciso di mettere la transenna. Se qualcuno si fa male in questi dintorni, secondo la legge, ne sono responsabile».

Finora il titolare dei terreni ha tollerato un certo “traffico”, purché ben educato; si è formata persino la consuetudine che le coppie che si sposano alla chiesetta vadano prima a presentarsi. La situazione potrebbe essere chiarita con semplici indicazioni ufficiali su quale sia la strada ufficiale di accesso; un compito spettante eventualmente alle autorità cittadine. Per il resto, in quanto area pubblica, la chiesetta e i suoi dintorni avrebbero teoricamente bisogno di un “custode” ma Triberti mette le mani avanti: «Nel caso, non sono interessato. Dovrebbe pensarci qualcun altro».

Fulvio Gatti

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