Cerca
Close this search box.
<img src="https://lanuovaprovincia.it/wp-content/uploads/elementor/thumbs/non-era-beneficenzabrlabbonamento-nasconde-una-truffa-56e68dcf86fa31-nkijik2nwj4k5rgbftce7y9xjr6bhxehntkribqtfs.jpg" title="Non era beneficenza
L’abbonamento nasconde una truffa" alt="Non era beneficenzaL’abbonamento nasconde una truffa" loading="lazy" />
Cronaca

Non era beneficenza
L’abbonamento nasconde una truffa

Ha ottant'anni è un medico in pensione e, pur appartenendo ad una di quelle che socialmente vengono definite "categorie a rischio", non ci sta a diventare bersaglio permanente di chi

Ha ottant'anni è un medico in pensione e, pur appartenendo ad una di quelle che socialmente vengono definite "categorie a rischio", non ci sta a diventare bersaglio permanente di chi tenta di vendere qualunque cosa e sfrutta la buona fede e l'educazione delle persone più anziane per far soldi.

«Premetto che, avendo ancora un'utenza telefonica fissa, sono continuamente disturbato dagli addetti del telemarketing che vogliono vendermi di tutto, dall'olio alle pentole, dai contratti telefonici agli impianti fotovoltaici e via discorrendo ?- ci ha raccontato il pensionato – ma, in mezzo a queste offerte di vendita, ne ho ricevuto una che mi sembrava degna di attenzione. Mi proponevano l'abbonamento ad una rivista che trattava argomenti riguardanti l'attività dei Vigili del Fuoco, sottolineando che la cifra chiesta sarebbe andata in buona parte a finanziare l'attività dei pompieri di Asti. Avendo io una grandissima stima dei Vigili del fuoco astigiani, lì per lì ho accettato e ho dato il mio assenso a sottoscrivere l'abbonamento di 70 euro».

«Pochi giorni dopo suona alla mia porta un corriere con il pacco della prima rivista e mi chiede il pagamento della somma dovuta di 70 euro; ritiro il pacco e pago, ma mi rendo conto che il calendario promesso non c'era e che la rivista non ha praticamente nulla a che fare con l'attività dei Vigili del Fuoco, meno che mai con quelli di Asti» racconta amaro l'uomo che ha provato a contattare la redazione anche via telefono e via fax senza ottenere alcuna risposta.

«Vede, non è per i 70 euro, ma ritengo ingiusto approfittare della buona fede delle persone e vendere una cosa per un'altra. Il corriere, quando è venuto a consegnarmi il pacco, era disperato perché ne aveva molti altri simili da consegnare a persone che neanche avevano capito bene di aver dato l'assenso telefonico all'acquisto e per i quali 70 euro sono i soldi per la spesa di tutto il mese».

d.p.

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Le principali notizie di Asti e provincia direttamente su WhatsApp. Iscriviti al canale gratuito de La Nuova Provincia cliccando sul seguente link

Edizione digitale