Non vedente cade alla stazionee finisce lungo i binari
Cronaca

Non vedente cade alla stazione
e finisce lungo i binari

Bruttissima avventura che poteva avere conseguenze drammatiche quella raccontata ai giornalisti da Adriano Capitolo, consigliere provinciale e regionale dell'Unione Italiana Ciechi. L'uomo,

Bruttissima avventura che poteva avere conseguenze drammatiche quella raccontata ai giornalisti da Adriano Capitolo, consigliere provinciale e regionale dell'Unione Italiana Ciechi. L'uomo, infatti, non vedente, è caduto dalla banchina della stazione ferroviaria di Villanova e solo il fatto che per dieci minuti non è passato alcun treno ha evitato il peggio. «Mi sento persino in imbarazzo a raccontare questa storia – dice Capitolo nella sede della Uic in compagnia del presidente astigiano Angelo D'Albano – io che mi sono sempre battuto e continuo a farlo per l'autonomia nella mobilità con i mezzi pubblici di non vedenti e disabili, la scorsa settimana mi sono scontrato direttamente contro l'inadempienza delle normative sulla sicurezza di chi non può muoversi liberamente».

Capitolo, che vive in un paese del nord astigiano e ogni giorno prende il treno alla stazione di Villanova per prendere servizio all'ente provinciale.
«Martedì 7 gennaio – racconta Capitolo – quando già era in vigore il nuovo orario dei treni che prevede molti tagli, come sempre sono stato accompagnato alla stazione a Villanova per venire a lavorare ad Asti. Prima prendevo un treno più comodo che consentiva al mio accompagnatore di condurmi fino al treno e poi andare a lavorare a sua volta. Con i tagli devo prendere un treno che mi fa arrivare con oltre mezz'ora di ritardo sul posto di lavoro (con recupero nel pomeriggio) e la persona che mi accompagna deve scappare subito e non può portarmi fino al treno».

L'uomo ha aspettato in sala d'attesa per oltre mezz'ora e poi si è apprestato a raggiungere il binario da solo, avviandosi verso il sottopasso per raggiungere il binario dall'altra parte della banchina della stazione.
«Quando ho sentito l'annuncio dell'arrivo del treno mi sono alzato ma ho perso l'orientamento e invece di andare verso il sottopasso, non mi sono accorto della fine del marciapiede e sono caduto sul binario 1. Per fortuna non passava alcun treno e alcuni altri viaggiatori mi hanno aiutato a rialzarmi e a rimettermi in sesto. Ho riportato lesioni al volto e ho battuto violentemente le ginocchia». Capitolo ha anche sporto denuncia presso i carabinieri per l'accaduto, perchè non si tratta di una semplice caduta accidentale.

«La stazione di Villanova, come tutte quelle piccole, non ha alcuna dotazione di sicurezza e segnalazione per non vedenti, sordi e disabili. In questo caso sarebbe bastato che la linea gialla che segna il limite da non oltrepassare verso il binario fosse in rilievo e non solo dipinta sull'asfalto. Il rilievo consente a noi di intercettarlo con il bastone o con i piedi e sapere di non doverla oltrepassare. Non parliamo poi dell'utilità del percorso tattile guidato, realizzato con strisce sul pavimento che noi "leggiamo" con i bastoni e con i piedi e ci indicano le direzioni. A Villanova non c'è mai stato mentre in stazioni più grandi, come quella di Asti, è stato installato e aiuta molto nell'autonomia degli spostamenti».

L'uomo, attivamente impegnato nel riconoscimento dei diritti verso i non vedenti, sottolinea che non vuole entrare in polemica con nessuno e anche in caso di un eventuale risarcimento danni lo devolverà all'associazione. «Quello che mi preme è che questa storia, che per fortuna si è conclusa bene ma poteva invece finire con un grave incidente, muova le istituzioni e i responsabili delle ferrovie affinchè prestino maggiore attenzione alle normative per i disabili».

Daniela Peira

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