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Numeri del Lotto per far soldi da dare alla ‘ndrangheta: arrestati tre astigiani

Svolgevano prevalentemente funzioni di prestanome per le tante società "cartiere" e le carte prepagate che servivano a far disperdere le tracce del denaro

L’indagine è dei carabinieri di Brescia

C’è anche una forte “partecipazione” astigiana, secondo prime indiscrezioni,   nell’operazione che questa mattina ha portato i carabinieri di Brescia ad eseguire numerosi arresti con pesanti accuse a carico degli indagati.

Secondo le indagini dei carabinieri avrebbero gravitato intorno ad un’associazione a delinquere che, attraverso un flusso continuo di denaro proveniente dagli spettatori-clienti delle tv specializzate nelle estrazioni del lotto, investivano in grandi immobili all’asta (soprattutto nelle più rinomate località turistiche), in tabaccherie, sale scommesse e da gioco riconducibili, nella proprietà e nella gestione, alla ‘ndrangheta. In particolare alla ‘ndrina Barbaro-Papalia insediatasi a Buccinasco.

Il patron delle tv è astigiano

Al centro dell’organizzazione  c’è Francesco Mura, imprenditore italiano pregiudicato titolare di numerose tv locali e nazionali che trasmettevano le previsioni delle estrazioni del Lotto. Mura, pur se residente ad Erbusco, è nato ad Asti e questo spiega come compaiano anche diversi astigiani nella ramificata organizzazione che aveva messo in piedi, soprattutto  nei ruoli di prestanome di società, attività,  carte prepagate, liquidatori.

Un’immagine delle perquisizioni dei carabinieri

Flussi di denaro che arrivavano dalle telefonate degli spettatori

Al centro del business (e dell’inchiesta) televisioni che ogni giorno registravano trasmissioni cui telefonavano (a pagamento) migliaia di spettatori. Era proprio dal volume delle chiamate che derivavano gli utili delle società che venivano dirottate verso numerose società satellite fittizie, intestate a prestanome, nate con il solo scopo di essere “cartiere”, ovvero di produrre fatture per operazioni inestistenti che servivano a far disperdere il grande flusso di denaro verso carte prepagate intestate anche queste a prestanome. Nel giro di un giorno le somme venivano prelevate in contanti dando così forma al reato di riciclaggio.

Tre arresti “astigiani”

Stamattina l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha raggiunto, ad Asti, Maximiliano Cinieri, 43 anni che risulta ancora residente i città ma di fatto  domiciliato ad Alassio. Arresti domiciliari, invece, per Simona Marino e Gaetano Schillaci, rispettivamente di 40 e 45 anni. Tutti sono accusati di aver aiutato Mura nel prestare le proprie identità per vedersi intestate delle società anche di notevole giro d’affari al solo scopo di sottrarle ad eventuali provvedimenti di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria che indagava sul patron delle trasmissioni del Lotto.

Aggiornamento

Pochi minuti fa, sempre nell’ambito delle perquisizioni effettuate a casa di Francesco Mura ad Erbusco, i carabinieri hanno scoperto l’ingresso di un caveau interno dentro il quale c’era una cassaforte contenente denaro e documenti importanti.

Daniela Peira