omicidio bacco
Cronaca
Processo in corso

Omicidio Bacco, in appello chiesto l’ergastolo per i cinque imputati

In tribunale ad Asti furono condannati a 30 anni. Questa volta la vedova non se la sente di tornare in aula

Quattro udienze ravvicinate in Corte d’Assise d’Appello a Torino per arrivare a fine mese alla sentenza sull’omicidio di Manuel Bacco, il tabaccaio di 37 anni di corso Alba freddato poco prima del Natale del 2014 nel suo negozio davanti agli occhi della moglie.

Davanti alla prima sezione presieduta dal giudice Pasi, hanno già discusso il procuratore Fiore, la parte civile e la difesa di uno degli imputati, Fabio Fernicola. Il procuratore generale è stato lapidario nella sua richiesta finale: ergastolo per tutti e cinque gli imputati, già al netto della scelta del rito abbreviato di fatto scontando solo l’isolamento diurno perchè, oltre all’omicidio del tabaccaio, ha chiesto che venga riconosciuto anche il tentato omicidio della moglie che era con lui dietro al banco, sfiorata dai colpi sparati da una pistola.

Manuel Bacco, la vittima

In aula l’avvocato Vitello, dello studio Mirate, per sostenere le ragioni di Cinzia Riccio,  la vedova del tabaccaio che non se l’è sentita di presenziare come invece aveva fatto in primo grado ad Asti. “Troppo doloroso rivangare quel che successe quella sera in tabaccheria” ha spiegato l’avvocato Vitello.

Al termine del processo ad Asti i cinque imputati erano stati condannati a 30 anni: Domenico e Antonio Guastalegname, padre e figlio, il primo accusato di essere stato l’ideatore della rapina che doveva essere solo la prima di una serie mentre il secondo nel ruolo di uno dei due autisti che hanno portato e recuperato gli esecutori materiali della rapina. L’altro autista è stato identificato in Fabio Fernicola mentre Giuseppe Piccolo e il giovane Jacopo Chiesi sarebbero i due entrati in tabaccheria per portare a segno il colpo.

Piccolo, già in primo grado, aveva ammesso la sua presenza quella sera in tabaccheria come palo mentre Chiesi ha sempre respinto con forza di essere stato lì e meno che mai di aver sparato a Bacco. Difesa che ha ribadito anche in dichiarazioni spontanee alla prima udienza in Appello che, come tutti gli altri imputati, ha seguito in videoconferenza dal carcere.

Oggi sarà proprio sul suo difensore, l’avvocato Caranzano a parlare per convincere la Corte della sua innocenza. Poi, via via, gli altri avvocati fino alla sentenza attesa per fine mese.

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