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Omicidio Bacco: un errore di notifica fa annullare l’arresto del presunto sparatore ma resta in carcere

La Procura ha disposto un nuovo fermo a suo carico. Pesanti gli indizi su di lui: Dna nel berretto perso durante la rapina e munizioni trovate in casa

Omicidio Bacco al Tribunale del Riesame

Sono arrivate oggi le decisioni dei giudici del Tribunale del Riesame di Torino cui si sono rivolti gli avvocati astigiani Caranzano, Malabaila e Gambino per conto di quattro dei cinque arrestati per l’omicidio di Manuel Bacco, il tabaccaio freddato da tre colpi di pistola al culmine di una rapina avvenuta nel dicembre del 2014.

Una notifica sbagliata

Il presunto autore materiale degli spari, che il sostituto procuratore Laura Deodato, al termine delle indagini eseguite dai carabinieri ha identificato nel giovane Jacopo Chiesi, si è visto annullare l’ordinanza di arresto eseguita due settimane fa. La motivazione non va ricercata in una lacuna delle indagini, bensì in un difetto formale che ha riguardato una notifica, scovato e segnalato dai suoi legali, gli avvocati Caranzano e Malabaila.

Un errore formale insuperabile che ha portato i giudici a confermare la bontà dell’impianto accusatorio per tutti ma ad annullare l’ordinanza per il solo Chiesi.

Pronto un fermo a suo carico

Chiesi non può però  sperare nella scarcerazione, perchè il pm Deodato ha disposto l’immediata notifica di un fermo di polizia giudiziaria, sempre per  l’omicidio Bacco, percorrendo così un’altra strada giudiziaria per raggiungere lo stesso obiettivo: la carcerazione di Chiesi sul quale pesano due gravissimi elementi accusatori: il suo profilo DNA (insieme a quello di Fabio Fernicola e Giuseppe Piccolo) recuperato sul berretto di lana usato dal rapinatore sparatore per non farsi riconoscere e perso sul marciapiede antistante la tabaccheria subito dopo l’omicidio. A questo si aggiunge il ritrovamento, nella sua abitazione, di proiettili uguali a quelli usati per la rapina.

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