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Omicidio chef di Calliano: assolto l’uomo sotto processo 19 anni dopo il fatto

Nonostante la presenza del suo Dna su una calza da donna che sembrava tagliata apposta per diventare un passamontagna. Soddisfazione della difesa

Rimane ancora un cold case

La morte violenta di Piero Beggi, lo chef del Ciabot del Grignolin di Calliano avvenuta nel Capodanno del 2000 torna ad essere un cold case, un caso irrisolto.

E’ di poco fa, infatti, la sentenza del dottor Passerini, giudice di Vercelli al termine del processo celebrato con rito abbreviato a carico di Gianpaolo Nuara, 40 anni, astigiano, accusato di essere stato uno degli autori (la pubblica accusa ne ha ipotizzati almeno tre) che la notte fra l’1 e il 2 gennaio del 2000 aveva ucciso lo chef per rubare l’ingente incasso del ristorante. Una sentenza di assoluzione per insufficienza di prove.

Lo chef Piero Beggi

Il Dna di Nuara trovato sul luogo di furti

A Gianpaolo Nuara i carabinieri di Asti sono arrivati solo nel 2016 per un caso fortuito: il suo Dna è stato rilevato sui luoghi di una serie di furti a villette avvenuti nel Lodigiano. Sui vetri di una villa era stata trovata una macchia di sangue che apparteneva a lui come anche sua era la saliva sui mozziconi di sigarette gettati a terra durante un “sopralluogo” fuori da un’altra casa derubata.

Ma la saliva di Nuara è risultata essere anche la stessa presente su una calza da donna tagliata e gettata a qualche decina di metri dal ristorante in cui fu ucciso Beggi. Sulla stessa calza erano stati rilevati anche peli e capelli che sicuramente non appartenevano a Nuara.

Il pm aveva chiesto una condanna a 30 anni

Di qui l’imputazione per omicidio volontario che Nuara ha atteso a piede libero essendo passati 16 anni dal fatto (all’epoca della sua incriminazione) e per la quale il pm Brera ha chiesto una condanna a 30 anni, già al netto dello “sconto” per la scelta del rito abbreviato e la custodia cautelare in carcere.

Sembrava tutto in salita, quindi, l’operato del difensore di Nuara, l’avvocato Maurizio Lamatina che, invece, è riuscito a trovare tutte le contraddizioni dell’accusa e a chiedere ed ottenere l’assoluzione per il suo assistito.

 

Le contraddizioni che hanno portato all’assoluzione

Quali sono le principali?

Dato per assodato che il Dna trovato sulla calza sia lo stesso di Nuara, non c’era nulla che collegasse quell’indumento intimo all’omicidio: è stata trovata a circa 75 metri dal ristorante, in un’area non più di pertinenza del Ciabot ed è stata trovata una settimana dopo l’omicidio insieme ad altre tre calze da donna tagliate allo stesso modo e a tre guanti bianchi di cotone, uno dei quali quali portava una goccia di sangue compatibile con quello della vittima.

Ma dove c’è il sangue della vittima non c’è il Dna di Nuara e, viceversa, sulla calza che porta il Dna di Nuara non c’è alcun collegamento con la vittima nè il luogo in cui è stata uccisa.

Elemento isolato in un deserto di indizi

E quella traccia di saliva sulla calza è l’unico elemento isolato in un «deserto di indizi a carico di Nuara», come lo ha definito il suo difensore. Nel tempo non è mai stato trovato un collegamento fra Nuara e la vittima o qualche cameriere o cuoco che lì lavorasse, nè era un luogo da lui frequentato, nè è mai emerso che lui sapesse dell’abitudine del cuoco di tenere nascosti i contanti in tanti rotoli sparsi in numerosi nascondigli.

Dunque, la sola presenza del suo Dna sulla calza trovata una settimana dopo a quasi 100 metri dal luogo dell’omicidio senza nessun altro indizio non è sufficiente a provare la responsabilità di Nuara che è andato assolto.

«E’ stata evitata una ingiusta condanna»

«C’è molta soddisfazione per la conclusione positiva di questo processo, perchè è stato ottenuto il riconoscimento delle tesi difensive – ha commentato l’avvocato Lamatina subito dopo la lettura della sentenza alla presenza di un imputato visibilmente emozionato – Oggi è stata evitata una pesante ed ingiusta condanna ad un imputato».

Profili genetici in attesa di un nome

Bisognerà attendere il deposito delle motivazioni per sapere se il pm intende fare ricorso in Appello. Se l’assoluzione di Nuara passerà in giudicato, l’omicidio di Beggi necessiterà di nuove indagini. Attualmente sono negli archivi delle forze dell’ordine i profili genetici di almeno altre due persone e di una donna rilevati sempre sulle calze e sui guanti ma rimasti ancora ignoti.

 

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