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Cronaca

Omicidio Fassi, si fanno
le comparazioni tra le impronte

Da oltre una settimana prosegue senza sosta il lavoro dei carabinieri di Asti che indagano sul delitto di Maria Luisa Fassi, massacrata con un numero di fendenti tra i 40 e 45, inferti con un coltello

Da oltre una settimana prosegue senza sosta il lavoro dei carabinieri di Asti che indagano sul delitto di Maria Luisa Fassi, massacrata con un numero di fendenti tra i 40 e 45, inferti con un coltello dalla lama alta e robusta all’addome, torace, fianco e schiena, e raggiungendo anche il collo e le gambe. L’aggressione è avvenuta il sabato 4 luglio, tra le 7,30 e le 7,45, nella tabaccheria di corso Volta di proprietà del marito della donna. Per esaminare l’interno del negozio e raccogliere tutti gli elementi possibili sono giunti anche i Ris dei carabinieri. Così come nei giorni scorsi sono arrivati ad Asti i carabinieri del Reparto crimini violenti del Ros, specializzati in indagini su crimini di tale efferatezza, anche attraverso tecnologie avanzate.

Le indagini stanno procedendo in questi giorni con analisi su più fronti. A partire dall’esame delle numerose impronte di scarpe rilevate all’interno della tabaccheria una volta che si sono concluse le operazioni di soccorso alla donna nel tentativo di salvarle la vita. Si stanno effettuando le comparazioni tra le impronte rilevate e quelle lasciate dalle calzature delle persone entrate in tabaccheria dopo la fuga dell’assassino, al fine di individuare quella che potrebbe aver lasciato proprio l’omicida di Maria Luisa. Si stanno poi svolgendo anche verifiche di altro tipo: ad esempio l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere, anche private, installate nella zona di corso Volta.

Oltre 60 ore di registrazione di quei minuti intorno al momento dell’aggressione mortale, con l’obiettivo di catturare il passaggio e i movimenti della persona che quel sabato mattina, dopo che Maria Luisa Fassi, alla presenza di un conoscente che ogni giorno l’aiutava ad alzare la serranda della tabaccheria, aveva aperto il negozio, ha scatenato la sua furia omicida sulla donna, ha aperto un cassetto ed ha arraffato quel poco denaro che conteneva ed è uscito senza farsi notare da nessuno che potesse passare in quel momento in corso Volta.

Non c’era molto traffico quel mattino e nessuno, siano passanti, automobilisti, ciclisti, negozianti o residenti, ha notato una persona uscire dalla tabaccheria. Forse perchè negli istanti successivi l’aggressione l’assassino potrebbe essersi cambiato, ripulito, nascosta l’arma e uscito nuovamente attraverso l’ingresso sul corso; o perchè disponeva di un mezzo di fuga nelle immediate vicinanze. Non avrebbe registrato il suo passaggio la telecamera della vicina pizzeria che guarda verso la rotatoria. E sarebbe escluso dagli inquirenti che la fuga sia avvenuta attraverso la porta del retro che dà su un cortile interno del palazzo. Intanto si è anche saputo che da parte degli inquirenti verranno svolte verifiche sulla diffusione di notizie considerate false che sono emerse in questi giorni su particolari dell’indagine.

m.m.t.

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