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Parla la donna che ha accoltellato il convivente: «Non volevo ucciderlo, è stato un incidente»

Così ha risposto all'interrogatorio davanti al giudice. Il compagno è ancora ricoverato con un polmone perforato. Martedì consulenti medico-legali al lavoro

Le sue parole davanti al giudice

«Non volevo neppure colpirlo, figuriamoci se volevo ucciderlo. E’ stato un incidente»: questa in sintesi la versione data da Morena Ballesio, la donna in carcere a Torino da domenica notte dopo aver inferto un fendente in pieno petto al suo convivente.
La donna mercoledì mattina è comparsa in tribunale ad Asti per la convalida dell’arresto davanti al gup Morando. Assistita dall’avvocato Filippo Testa, ha scelto di rispondere alle domande del pm Macciò e spiegare i suoi ricordi di domenica sera. Con grande disperazione, visto che ha fatto il suo racconto fra le lacrime.

Interrogatorio fra le lacrime

La Ballesio, barista, ha ripercorso la serata, passata con il compagno William Geymet, operaio, alla bocciofila del paese dove avevano preso un lungo aperitivo con un gruppo di amici. Poi sono rientrati a casa e mentre si trovavano in cucina è iniziata una violenta discussione per ragioni di gelosia. Nonostante l’ora tarda (intorno a mezzanotte), la donna ha raccontato che mentre litigavano lei stava preparando da mangiare per il giorno dopo ed è per questo che aveva il coltello in mano. Quando gli animi si sono accesi un po’ troppo, sempre la donna ha raccontato di aver voluto allontanare da sé il compagno e nel farlo non si è accorta di avere ancora il coltello in mano. Sarebbe così nato da una “svista” il fendente nella parte sinistra del torace, con il coltello che è penetrato di 8 centimetri perforando il polmone al ragazzo avvicinandosi pericolosamente al cuore.

L’uomo è ancora ricoverato con un polmone perforato

Lui è ancora ricoverato in ospedale; non è in pericolo di vita e ha già reso la sua deposizione sull’accaduto che, secondo indiscrezioni, sembrerebbe ripercorrere la versione data dalla fidanzata.
Ma il gip Morando per ora non ha modificato di una virgola la sua convinzione che sussista il reato di tentato omicidio e ha disposto che la Ballesio rimanga rinchiusa in carcere.

Nominati due consulenti

Il pm Macciò, intanto, ha nominato il dottor Maggiora affinchè verifichi se le ferite e la dinamica dell’accoltellamento siano compatibili con l’accusa di tentato omicidio o se possa essere ridimensionata a lesioni gravissime. La difesa della donna ha nominato come suo consulente il dottor Bramafarina. La visita dei due esperti dovrebbe tenersi già martedì.

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