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Penango, la morte di Cristian in due versioni opposte

La famiglia, forte di una consulenza cinematica, si oppone all'archiviazione dell'esposto in cui denuncia che la responsabilità non fu di Cristian, ma di uno degli automobilisti coinvolti

L’incidente nell’estate del 2017

Sono passati oltre due anni dalla tragica morte di Cristian Licata sulla strada che da Carignano porta a Villastellone, ma la sua famiglia non si arrende e insiste sulla totale estraneità del ragazzo nella responsabilità dell’incidente che gli è costato la vita.
In questi giorni, infatti, l’avvocato della famiglia presenterà opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Torino nei confronti dell’esposto contro ignoti presentato dal fratello Domenico a nome di tutti i suoi famigliari.
Due versioni contrastanti di come è andato quell’incidente che non trovano alcun punto in comune.

Cristian Licata

La ricostruzione della Procura

Una è quello della Procura nato sia dall’analisi dei verbali dei carabinieri intervenuti a rilevare l’incidente, sia da una valutazione comparativa dei segni d’urto sui mezzi coinvolti in relazione anche ai segni di frenata impressi sull’asfalto.
E questa versione insiste per addossare a Cristian, 27 anni, di Penango, la responsabilità di essersi lanciato in moto in un sorpasso azzardato tanto da urtare sul fianco una Seat Altea che proveniva in senso contrario la quale, a sua volta, finiva poi contro la Fiat Sedici che Licata stava sorpassando.

Teatro dell’incidente in cui morì Cristian Licata

La ricostruzione della famiglia

L’altra versione è quella invece prospettata dalla famiglia che fin da subito non ha creduto all’imprudenza di Cristian e, anche arrivando a scontri con il capo pattuglia dei carabinieri che ha firmato i verbali, ha incaricato un consulente cinematico per ricostruire l’incidente.
E le conclusioni alle quali è arrivato sono totalmente opposte a quelle “ufficiali”. Per l’esperto è stato il conducente della Seat Altea a spostarsi prima in centro strada e poi ad invadere la corsia opposta sulla quale stava sopraggiungendo Cristian a bordo della sua moto che è stato urtato in pieno. La corsa della Seat si è poi fermata contro la Fiat Sedici.
Per la Procura l’analisi dell’incidente di Cristian non merita altri approfondimenti, attenendosi alle conclusioni del proprio consulente mentre per la famiglia serve invece andare oltre.
Il pm ha chiesto che venisse tutto archiviato mentre il fratello si oppone e sarà un gip a decidere il futuro di questa dolorosissima vicenda.
«Nessuno ci restituirà Cristian – ha sempre detto il fratello Domenico – ma merita giustizia e verità su quanto effettivamente accaduto».

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