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Phishing: pregiudicata di Asti ruba dati sensibili e 850 euro a donna albese

In inglese è noto col nome di phishing (= abboccare all’amo come un pesce), una truffa che si sviluppa via internet e consiste nell’impossessarsi dei dati personali sensibili di una vittima per

In inglese è noto col nome di phishing (= abboccare all’amo come un pesce), una truffa che si sviluppa via internet e consiste nell’impossessarsi dei dati personali sensibili di una vittima per poi derubarla di tutto.
Lo sa bene un'impiegata pubblica 40enne di Alba alla quale è stata prosciugata la carta Postepay di 850 euro.

La donna si è rivolta ai carabinieri di Alba che hanno subito avviato le indagini. Conclusi gli accertamenti, i militari hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Alba una 35enne pregiudicata di Asti per i reati di frode informatica e sostituzione di persona. La donna astigiana, con precedenti specifici per reati telematici, si è spacciata in rete per l’incaricata di vendite promozionali di prodotti bancari assai vantaggiosi per gli alti interessi forniti ai clienti ed è riuscita a convincere l’impiegata albese a dargli i suoi dati personali sensibili (compresi numeri di conti correnti e carte prepagate) con la scusa di sapere il suo profilo economico e consigliargli il migliore investimento azionario.

Una volta in possesso dei dati, l’indagata ha fatto shopping in alcuni negozi del centro di Asti acquistando capi griffati per un totale 850 euro. La vittima del raggiro se ne è poi accorta solo tardivamente, al momento di ricevere l’estratto conto sapendo di non aver mai effettuato acquisti, soprattutto per tale importo, ad Asti. Le indagini dei carabinieri hanno consentito di smascherare la “ladra informatica” e denunciarla all’Autorità Giudiziaria per truffa ed altri reati.

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