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Cronaca

Polizia: "Il questore sia
più incisivo, ci servono uomini"

Dopo gli ultimi, drammatici fatti di cronaca, sembra che qualcosa sul fronte della sicurezza incominci a muoversi. A partire dalle Forze di Polizia. Le relative sigle sindacali, infatti, hanno

Dopo gli ultimi, drammatici fatti di cronaca, sembra che qualcosa sul fronte della sicurezza incominci a muoversi. A partire dalle Forze di Polizia. Le relative sigle sindacali, infatti, hanno annunciato che organizzeranno mercoledì sera un presidio sotto la Questura di Asti, da dove prenderà poi il via un corteo verso la Prefettura, “con l’obiettivo di chiedere al questore di essere più incisivo e al dipartimento più uomini e mezzi, per garantire non solo il servizio di repressione, ma anche di prevenzione,” riferisce Raimondo Meli, segretario provinciale Coisp, che annota: “Tutte le sigle sindacali saranno unite, perché la sicurezza è un diritto imprescindibile.” Alla manifestazione, cui sono invitati i cittadini, intende partecipare all’unanimità il Consiglio comunale della città.

Un’intenzione manifestata al termine della Commissione Sicurezza del Comune, che si è riunita martedì e a cui erano presenti anche i sindacati della Polizia di Stato. Nell’occasione, Piero Gaviano (Siap), Marco Del Trotti (Silp Cgil) e Salvatore Faita (Ugl Polizia di Stato) hanno ribadito “la carenza di personale, la riduzione di organico e la difficoltà di mettere in campo la prevenzione. Da tempo – ha denunciato Gaviano – solleviamo queste problematiche e spingiamo la nostra amministrazione per avere più uomini. Asti da qualche anno però non è oggetto di assegnazione di risorse umane dai corsi di formazione, che nell’imminente termineranno il 26 luglio, e ad oggi non risulta tra le Province designate. Percorreremo quindi le strade, che ci sono consentite, nella logica di ottenere più uomini.”

Dal canto suo, la Commissione consiliare, presieduta da Renzo Viarengo, ha fatto sapere che chiederà un incontro con il vice prefetto reggente e il questore. “La situazione – ha esordito Viarengo – è diventata intollerabile. E non mi si dica il contrario. Chi sostiene che Asti è sicura, non sa ciò che dice.” Incalzante Maurizio Lattanzio: “L’amministrazione deve fare attività di sollecito presso chi ha il compito di garantire la sicurezza, evitando che si tuteli la propria posizione gerarchica. Ho sentito più volte dire sui giornali da prefetto e questore che Asti è sicura: non bisogna negare il problema. Inoltre, sarebbe preciso compito di questore e prefetto richiedere un incremento del personale, posto che anche le organizzazioni sindacali ne lamentano la carenza.” Condividendo la posizione di Lattanzio, Mariangela Cotto ha insistito “per riprendere l’attività dell’Osservatorio della sicurezza, che può fornire indicazioni anche ai cittadini su cosa possono fare, e se dà fastidio a qualcuno pazienza.”

Al riguardo, la Cotto ha usato toni piuttosto forti sul fatto che “Prefettura e Questura in passato avessero manifestato fastidio rispetto all’iniziativa, poi non partita.” Come confermato dall’assessore Mario Sorba, che in seguito, telefonicamente, ha però smorzato i toni.” In risposta alla domanda del consigliere Piero Ferrero, circa “le possibilità che ad Asti sia inviato un nuovo prefetto e quante telecamere siano preposte alla sicurezza,” il sindaco Brignolo ha ricordato “le ripetute sollecitazioni al Ministero dell’Interno e i recenti sviluppi della questione, per poi annotare: “Esistono disegni di legge in itinere nel cui ambito c’è l’orientamento a ridurre il numero delle Prefetture. Una razionalizzazione che ci preoccupa, perché potrebbe comportare, là dove attuata, anche la soppressione della Questura e il declassamento del Comando provinciale dei Carabinieri. A seguito della recente discussione a Roma, il Ministero dell’Interno tenterà di rimandare al Consiglio dei Ministri la pratica per l’invio del prefetto. Intanto, i parlamentari locali si sono mossi in tal senso.”

Quanto ai sistemi di video sorveglianza, Brignolo ha riferito: “Delle 43 telecamere per la sicurezza non ne funziona quasi nessuna, in quanto obsolete. E’ però in stato di avanzamento un progetto di installazione, entro fine settembre, di 21 nuove telecamere, nell’ambito del Pisu (Piano integrato di sviluppo urbano, ndr) e in seguito la sostituzione di quelle preesistenti. Il costo stimato per la rimozione di quest’ultime ed eventualmente per aggiungerne alcune è di 300 mila euro, derivanti da oneri di urbanizzazione relativi ad interventi sull’asse di corso Alessandria.”

Manuela Zoccola

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