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Cronaca
Sicurezza della città

Questura: cinque Daspo urbani per rissa ad Asti

Dopo la furibonda rissa aggravata del 9 maggio nel pubblico esercizio denominato “Lillo e il suo chiosco”

La Divisione Anticrimine della Questura di Asti attinge di nuovo alla “cassetta degli attrezzi” fornita al Questore quale autorità di pubblica sicurezza dal legislatore che ha previsto i c.d. daspo urbani per tutelare la sicurezza delle città con l’art 13 bis D.L. n.14/2017 ed il successivo D.L. 130/2020.

Dopo il provvedimento di Divieto di Accesso alle Aree Urbane (DACur) emesso ad aprile dal Questore di Asti nei confronti di un giovanissimo arrestato e condannato per aver spacciato nei pressi di una scuola astigiana, è la volta di 5 DACur in risposta alla furibonda rissa aggravata avvenuta alle 19,30 del 9 maggio scorso nel pubblico esercizio denominato “ LILLO E IL SUO CHIOSCO” sito in via Torchio nell’area posteggio nei pressi di Corso Savona. Alcuni avventori infatti improvvisamente passavano con violenza alle vie di fatto e ad un certo punto spuntava un coltello che feriva ad un braccio uno dei corrissanti. Quasi tutti dovevano ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, chi colpito al viso e chi al torace.

Sul posto interveniva la Compagnia Carabinieri di Asti che ha in corso le indagini; ma il legislatore, colta la gravità di questi fenomeni, ha voluto accelerare i tempi di una sanzione amministrativa consentendo l’adozione di provvedimenti addirittura anche a coloro che sono soltanto “denunciati” per fatti che hanno creato gravi disordini e pregiudizio all’ordine e alla sicurezza pubblica in quanto svolti all’interno di un locale pubblico alla presenza di altri avventori, in orario di grande frequentazione.

Ed ora i turbolenti avventori, tra i quali figura anche una donna che dopo i fatti si è resa irreperibile, per 2 anni non potranno più accedervi né stazionare nelle immediate vicinanze; se decidessero di contravvenire li aspetterebbero da sei mesi a due anni di reclusione ed una bella multa fino a 20.000 euro e potrebbero essere proposti per la sorveglianza speciale.

La Questura, per garantire a tutti una estate sicura, fa sapere che non esiterà a procedere qualora simili fatti accadessero in altri locali di pubblico intrattenimento quali discoteche, locali notturni, locali da ballo, o destinati alla somministrazione di bevande come pub, taverne, bar e ristoranti.

Si segnala altresì che, con la collaborazione della Polizia Locale di Asti, il Questore ha anche emesso 2 altri DACur della durata di un anno a carico di due soggetti che più volte hanno violato l’ordine di allontanamento, insistendo in centro città con condotte vietate quali mendicità ed accattonaggio con modalità particolarmente ostinate, moleste ed invasive nei confronti di terzi.

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