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Cerimonia

Questura, la nuova area benessere intitolata all’agente di Polizia Fiorentino Manganiello

Agente di Polizia, venne ucciso in servizio durante una rapina alle Poste centrali di corso Dante il 15 novembre 1983

«Nobile esempio di eccezionale senso del dovere e di straordinarie virtù civiche spinte fino all’estremo sacrificio».
Così recita la motivazione del decreto di intitolazione della nuova area benessere della Questura a Fiorentino Manganiello, agente di Polizia ucciso nel 1983 nel corso di una rapina alle Poste centrali di corso Dante, dove stava prestando servizio.
La cerimonia si è tenuta ieri (giovedì) nel cortile della Questura di corso XXV Aprile. A fare gli onori di casa il Questore Sebastiano Salvo, alla presenza di numerose autorità – civili, militari e religiose – e di alcuni alti dirigenti della Polizia di Stato inviati dal Capo della Polizia, il Prefetto Lamberto Giannini. Hanno infatti partecipato Antonio Borrelli, che sta portando avanti il compito di creare la nuova direzione generale della Polizia scientifica e della sicurezza cibernetica; Luigi Rinella, direttore del servizio Polizia scientifica nell’ambito della Direzione centrale anticrimine; e Ivano Gabrielli, che si sta facendo carico di portare avanti il servizio di Polizia scientifica in questa fase transitoria.

Le parole del Questore Salvo

«Quella di oggi – ha esordito il Questore Salvo – è una giornata che mi emoziona, una giornata in cui facciamo esercizio di memoria. Infatti intitoliamo, finalmente, all’agente Fiorentino Manganiello la nuova area benessere della Questura, completata dopo un iter abbastanza complicato. Oggi questa intitolazione ha un senso profondo, perché sono convinto che fare esercizio di memoria sia importante sia per vivere meglio sia perché il valore di chi ci ha preceduto deve essere preso ad esempio per il nostro agire quotidiano».

Il ricordo di Fiorentino Manganiello

Il Questore ha quindi ricordato la figura dell’agente Manganiello e l’episodio che lo ha visto perdere la vita.
«Dopo un primo periodo di servizio a Torino – ha spiegato – venne trasferito ad Asti, preposto ai servizi di sicurezza e scorta dei valori postali, una funzione attribuita all’epoca alla Polizia postale. In quella maledetta giornata del 15 novembre 1983 stava svolgendo il servizio alle Poste centrali di corso Dante scortando due portavalori della Banca d’Italia che consegnavano denaro. Un giovane a volto coperto entrò alle Poste e, pistola in pugno, si impossessò delle borse contenenti il denaro. Datosi alla fuga, veniva rincorso, e, vistosi perduto, sparò contro la guardia giurata e Manganiello, che morì.
E’ stata una vicenda dolorosissima per la Polizia di Stato di Asti, riguardo a cui la verità processuale non ci ha consegnato un colpevole. Un processo dilaniante per la nostra Amministrazione a causa della presenza, sul banco degli imputati, di un appartenente alla Polizia, che poi è stato scagionato completamente in Cassazione. Questo ha segnato sicuramente la vicenda e penso abbia in qualche modo rallentato il processo di riconoscenza verso questa vittima del dovere.
Ma oggi tutto ciò lo cancelliamo. Oggi è la giornata che deve riportare alla figura del collega. Consegniamo, quindi, alla vedova Manganiello il decreto di intitolazione che il Capo della Polizia Lamberto Giannini ha firmato in questi giorni».

Gli uffici del Gabinetto provinciale della Polizia scientifica

«La giornata – ha proseguito – è importante anche perché intitoliamo una nuova sala benessere che completa un lotto di lavori che comprende anche nuovi uffici del Gabinetto provinciale della Polizia scientifica, di recente ultimazione, la cui realizzazione si è resa possibile grazie al Provveditorato alle opere pubbliche del Piemonte.
E’ stato un lavoro lungo. Sono infatti opere iniziate progettualmente nel 2016 con il Questore Alessandra Faranda Cordella (presente alla cerimonia, ndr) che hanno visto qualche intoppo, ma che ora sono terminate e funzionali».

L’intervento del dirigente Borrelli

La parola è poi passata al dirigente Borrelli. «Porto il saluto affettuoso – ha affermato – e l’abbraccio del capo della Polizia Giannini, di cui riporto le parole. I caduti in servizio sono da lui definiti la nostra stella cometa, perché ci guidano nell’attività quotidiana, nell’adempiere al nostro dovere con impegno, professionalità e dedizione. Insieme alle vittime del dovere mi preme però ricordare che guardiamo anche ai membri dell’Associazione Nazionale di Polizia di Stato che, nonostante i tanti anni di servizio trascorso, sono sempre presenti nello svolgere le loro attività nel campo sociale».
A seguire Salvo e Borrelli hanno consegnato il decreto di intitolazione dell’area benessere, che poi è stata inaugurata insieme agli uffici della Polizia scientifica dopo la benedizione del vescovo Marco Prastaro.

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