Con la diffusione a macchia d’olio della terribile notizia della morte di Stefano Cassinelli, 29 anni, si moltiplicano i messaggi di cordoglio alla famiglia e il ricordo di un ragazzo che stava costruendo il suo futuro.
Con passione, vivacità ma anche rispetto verso tutti.
Stefano aveva una sola passione grande nella sua vita: le moto e, segnatamente, quelle da motocross.
Un amore che aveva fin da piccolo e che lo aveva già indirizzato nei suoi studi superiori all’Istituto Castigliano di Asti. Qui, nonostante si sia diplomato da anni, aveva lasciato ancora un bellissimo ricordo nei professori che lo avevano avuto come studente.
E poi, l’anno scorso, l’altro pezzo di sogno: l’apertura del negozio Asel Racing di Quarto inferiore, vendita di moto nuove e usate oltre alla fornitura e all’assistenza con i motoricambi. Una ideale “chiusura del cerchio” per un ragazzo che aveva chiaro di cosa avrebbe voluto occuparsi nella sua vita.
Un sogno interrotto questa notte alle 2, con quello schianto sulla strada da Quattordio a Masio, mentre stava riportando a casa la fidanzata Elisa (erano insieme da pochi mesi) che vive a Mombercelli e che ora sta lottando per la vita in una sala operatoria del Cto di Torino dove i medici sono al lavoro da ore per ridurre le emorragie e le lesioni interne provocate dai numerosi traumi subiti nella fuoriuscita di strada.
I genitori di Stefano, (il padre pensionato delle Agenzie delle Entrate ed ex consigliere del paese, la madre parrucchiera) sono stati avvertiti nella notte e si sono recati sul posto dell’incidente. Nella loro immensa disperazione una sola richiesta, quella di poter già portare la salma del figlio ad Asti, in attesa del nullaosta per l’addio.
Fra i primi post su Facebook quello della sua “prof Carlotta” (Accomasso) che lo ricorda così: «Stefano che dolore! Non riesco a crederci! Eri gioia pura di vita! Sprizzavi energia da tutti i pori! In classe eri un mattacchione e quando hai aperto il tuo negozio ero così fiera di te! Non potevo mancare all’inaugurazione! E che bello vederti che trapelare di felicità ed orgoglio da tutte le parti! Le moto! La tua grande passione! Sarebbero così tante quelle da raccontare… custodirò nel mio cuore tutti questi momenti indienticabili».
Resta il dolore e lo sgomento ma anche una polemica montante sulla pericolosità del tratto di strada in cui è avvenuto l’incidente stanotte: venti giorni fa un altro incidente mortale simile a quello in cui ha perso la vita Stefano e due anni fa la morte di una ciclista investita.