Cerca
Close this search box.
<img src="https://lanuovaprovincia.it/wp-content/uploads/elementor/thumbs/santoro-attende-di-andare-in-carcerebrla-cassazione-ha-respinto-il-ricorso-56e6bd3f649361-nkid88hmclb4ps74zzi7v2agfuoq5ix57mrznvbbm0.jpg" title="Santoro attende di andare in carcere
La Cassazione ha respinto il ricorso" alt="Santoro attende di andare in carcereLa Cassazione ha respinto il ricorso" loading="lazy" />
Cronaca

Santoro attende di andare in carcere
La Cassazione ha respinto il ricorso

Anche l’ultima flebile speranza si è spenta e Pierino Santoro, ex direttore dell’Atc, da due giorni, nella casa di Torino in cui vive da quando la grande villa di Mongardino è stata posta sotto

Anche l’ultima flebile speranza si è spenta e Pierino Santoro, ex direttore dell’Atc, da due giorni, nella casa di Torino in cui vive da quando la grande villa di Mongardino è stata posta sotto sequestro, attende l’arrivo della polizia per la traduzione in carcere. La Corte di Cassazione, come peraltro ampiamente previsto, ha respinto il ricorso presentato dal suo avvocato, Aldo Mirate, contro quel patteggiamento concordato l’anno scorso. Non solo, ha anche condannato Santoro a pagare un’ammenda da 1500 avendo considerato il ricorso palesemente innammissibile.

Ma lo scopo di tale decisione era, evidentemente, quella di spostare il più possibile in avanti il momento della carcerazione che, come aveva già confermato lo stesso Mirate al nostro giornale qualche settimana fa, era inevitabile se la pena rimaneva quella patteggiata, ovvero i 4 anni e 2 mesi. Sono infatti quei due mesi che hanno messo in crisi la possibilità di non fare carcere per l’ex direttore che ha confessato di essersi appropriato in varie modalità di quasi 10 milioni di euro dalle casse dell’ente che gestisce le case popolari di Asti e provincia. Anche attingendo a tutti i cavilli e agli sconti previsti, il superamento dei 4 anni non lo esonerano dal carcere.

«Il mio cliente, al momento del patteggiamento, sapeva di andare incontro a questa eventualità – ha dichiarato Mirate – ora attenderà il deposito della sentenza e il momento della carcerazione». Molto probabile che richieda l’affidamento ai servizi sociali ma non può far partire la “domanda” fino a quando non abbia scontato pienamente i due mesi di carcere. Considerando poi i tempi di decisione dei tribunali di sorveglianza, si prospetta per lui una carcerazione di diversi mesi.

d.p.

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Le principali notizie di Asti e provincia direttamente su WhatsApp. Iscriviti al canale gratuito de La Nuova Provincia cliccando sul seguente link

Edizione digitale