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Sigilli a quattro “bollitori” della Italgelatine per gli odori molesti

Imponente controllo di Noe, Arpa, Provincia, Carabinieri e Asl all'impianto dopo le numerosissime segnalazioni dei residenti

Su ordine della Procura di Asti

Puzze insopportabili e una montagna di segnalazioni di odori molesti da parte degli abitanti fra Alba e Bra che vivono nei pressi del grande stabilimento Italgelative di Santa Vittoria d’Alba.

Una presenza spesso “ingombrante” per quanto riguarda gli odori, visto che lavora sostanze alimentari, cosmetiche e farmaceutiche partendo dalle pelli di animali suini, bovini e ittici, come riferiscono i carabinieri del Noe di Alessandria che oggi hanno apposto i sigilli ad una parte dell’azienda su ordine della Procura di Asti.

La situazione, infatti, si è resa ancora più insopportabile quando, dall’inizio di quest’anno, alla Italgelatine è stata introdotta la lavorazione di pelli di pesce.

Task force per i controlli

I carabinieri del Noe hanno deciso di costituire una task force con Arpa, Piemonte, Provincia e Asl oltre ai carabinieri di Bra per accertare le cause dei forti e fastidiosi miasmi che provenivano dallo stabilimento in modo da verificare anche se l’azienda si fosse attenuta a tutte le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni.

Usato anche un drone

Il controllo ha tenuto conto di tutte le vafie fasi del ciclo produttivo fino all’impianto di depurazione e per realizzarlo è stato impiegato anche un drone messo a disposizione dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Torino.

L’impianto ripreso dal drone

Depuratore biologico in tilt

«Gli accertamenti tecnici e gli esami di laboratorio svolti da Arpa Piemonte campionando l’aria e le acque reflue immesse nel fiume Tanaro – si legge in una nota del Noe – hanno permesso di dimostrare che i motivi degli insopportabili odori sono da attribuire al sistema di depurazione biologico che non è stato in grado di abbattere alcune sostanze chimiche provenienti dal ciclo produttivo ed immesse nello scarico causando criticità sulla qualità delle acque del fiume Tanaro e dell’aria».

Il punto di scarico dei reflui trattati in Tanaro

Sequestrati quattro “aspi”

A fronte di questi risultati, la Procura di Asti ha chiesto ed ottenuto il sequestro di una parte dell’impianto produttivo: sono stati posti i sigilli a quattro “aspi”, una specie di “bollitori” su un totale di 8 presenti nell’impianto. Questo consentirà di generare un minore flusso di refluo permettendo al depuratore di non entrare in crisi e dunque di assolvere il suo “dovere” prima dell’immissione nell’ambiente.

Denunciati i tecnici e il legale rappresentante

Il sequestro sarà revocato quando l’azienda eliminierà tutti gli inconvenienti riscontrati e potrà assicurare uno scarico conforme ai limiti della normativa. Contestualmente sono stati denunciati il legale rappresentante e i tecnici responsabili dello stabilimento per inquinamento ambientale aggravato, getto pericoloso di cose, scarico di acque ed emissioni in atmosfera non autorizzate.

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