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Sport all’aperto: quando una semplice app può salvarci la vita

I consigli dei Vigili del fuoco per le richieste di soccorsi in zone impervie e sperdute. Fondamentale avere le coordinate di dove ci si trova

I consigli dei Vigili del Fuoco

Consigli semplici e alla portata di tutti che consentono di salvare vite e di accelerare notevolmente i soccorsi in caso di infortuni in zone impervie e isolate. Sono quelli che hanno dato i Vigili del Fuoco del Comando di Asti che fanno parte di un gruppo costituito appositamente per attività di prevenzione nel corso di un incontro con i rappresentanti delle associazioni di sport outdoor.
Un’iniziativa che nasce dalla constatazione di un importante aumento di richieste di soccorso da zone particolarmente difficili da raggiungere, boschive e lontane da centri abitati e strade.

Chi è interessato

Boschi e colline frequentati da sportivi amanti delle zone incontaminate che li percorrono a piedi, di corsa, in mountain bike, in nordic walking, a cavallo condivise, in stagione venatoria, con i cacciatori e poi le rive del Tanaro “abitate” da pescatori e canoisti. Dal rischio di non essere trovati non sono esclusi neppure coloro che praticano sport aerei, con ultraleggeri e parapendii.
«E’ giusto godersi la natura che ci circonda – sostiene Francesco Cavalli, Vigile del Fuoco caporeparto appartenente al gruppo di prevenzione e fra i promotori dell’incontro con le associazioni – ma è anche importante essere consapevoli dei rischi che si corrono. Bisogna affrontare l’attività sportiva outdoor con un minimo di conoscenze e di dotazioni utili in caso di emergenza».
Quali sono i consigli dati dai Vigili del fuoco?
Il primo è quello di non affrontare le uscite da solo, ma sempre in compagnia o almeno in coppia. Assicurandosi che anche il compagno di escursione sia in grado di chiedere aiuto. Anche se si vuole sfuggire alla “schiavitù” del cellulare per qualche ora, è invece fondamentale averlo con sé. La scelta deve ricadere su uno smartphone sul quale bisogna essere in grado di attivare una delle varie app gratuite che forniscono le coordinate del luogo in cui ci si trova da trasmettere agli operatori del 112 in caso di aiuto. In caso di mancanza di copertura internet, con un minimo di campo telefonico è possibile raggiungere lo stesso risultato attraverso un sms in contatto con i soccorritori.

Metallina e fumogeno

Altro consiglio è quello di frequentare un corso di primo soccorso per sapere come comportarsi in presenza di feriti. Sempre per intervenire in aiuto ad una persona ferita in attesa dell’arrivo dei soccorsi è bene portarsi dietro, nello zaino, una “metallina”: sottile, leggera e di basso costo, è quella copertina termica che consente ai feriti di non disperdere calore corporeo.
In caso di intervento di eliambulanza, piuttosto frequente per questo tipo di soccorsi, i Vigili del Fuoco spiegano che spesso le persone a terra sentono il rumore dell’elicottero ma non riescono a farsi vedere. In questa evenienza è importante “radioguidare” i piloti tramite le posizioni delle lancette sull’orologio. O, meglio ancora, dotarsi di un piccolo fumogeno segnalatore da tenere nello zaino insieme alla metallina.

Farsi vedere dall’elicottero

E quando l’elicottero ci vede e atterra, è bene che chi attende i soccorsi, se è in grado di farlo, raduni zaini, borse, abiti per evitare che lo spostamento d’aria delle pale le faccia volare, deve allontanare i cavalli se si tratta di una gita equestre e non deve mai e poi mai avvicinarsi all’elicottero con i bastoncini da trekking o da nordic.
Questo decalogo sarà ripetuto in altri incontri nelle sedi di alcune associazioni che hanno già fatto richiesta ed è previsto anche un contatto con i rappresentanti degli agricoltori, altra categoria che spesso è vittima di infortuni in zone impervie e sperdute.
Gli incontri saranno condotti dal gruppo di lavoro che, coordinato dall’ingegner Ratti, è formato, oltre che da Cavalli, dal caposquadra della sala operativa Aldo Ghione, dai vigili del fuoco Flavio Binello, Marco Tralli, Mirco Canicattì, Umberto Cerri e Danilo Guglieminetti per il SAF.

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