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Cronaca

Su mandato di arresto europeo la polizia di Asti cattura in Francia un latitante

La Squadra Mobile astigiana lo ha individuato nel quartiere arabo a Nizza, dove aveva trovato rifugio. Deve scontare una pena di 5 anni per i maltrattamenti alla moglie

Catturato in Francia

Era ricercato in campo internazionale per gravissimi reati di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti contro famigliari e conviventi aggravati e lesioni personali aggravate.  Lo ha arrestato la polizia di Asti alcuni giorni fa a Nizza, in Francia. Si tratta di un 49enne, destinatario di un mandato di arresto europeo, con doppia cittadinanza, tunisina ed italiana. La sua cattura è avvenuta da parte degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Asti, in collaborazione con personale del locale compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni, coordinato dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Torino, dopo una minuziosa e paziente attività investigativa, resa difficoltosa per i continui spostamenti dell’uomo, grazie anche alla pianificazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia di Roma e Ventimiglia (Imperia).

Il coordinatore della Squadra Mobile di Asti Marco Primavera accanto al Questore Alessandra Faranda Cordella in una recente conferenza stampa in Questura

I maltrattamenti alla moglie

L’uomo, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, «deve scontare la pena residua della reclusione di 5 anni 9 mesi e 11 giorni.
Come emerso a seguito di scrupolose indagini che hanno avuto inizio nel 2016 con la denuncia per maltrattamenti della moglie, anch’essa tunisina di qualche anno più giovane del marito, quest’ultimo da molti anni maltrattava la moglie – spiega la Questura di Asti – È emerso dall’attività di polizia uno spaccato familiare fatto di continui soprusi e prepotenze dell’uomo verso la donna: l’uomo da anni teneva soggiogata la moglie, percuotendola ed aggredendola anche per futili motivi, spesso in presenza della figlia che all’epoca dei fatti aveva solo cinque anni. Fatti che si ripetevano con regolarità in prevalenza tra le mura domestiche e che la donna subiva da tempo e che non denunciava per timore di ritorsioni da parte dell’uomo. Circostanze queste ultime confermate dai pochi testimoni a conoscenza dei fatti, che da subito hanno offerto il loro contributo sulla dolorosa vicenda. Pertanto le numerose prove raccolte a carico dell’uomo permettevano alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Torino di emettere un ordine di esecuzione per la carcerazione a carico dello stesso riconoscendolo colpevole dei sopra citati reati, condannandolo alla pena della reclusione».

Si era rifugiato all’estero

L’uomo, una volta emesso il provvedimento a suo carico, si era reso irreperibile, rifugiandosi all’estero. La successiva attività info-investigativa svolta dalla Polizia di Stato, con il coordinamento del Sostituto Procuratore Generale di Torino Andrea Bascheri, ha consentito di localizzare il 49enne in Francia, dove si era rifugiato facendo da subito perdere le sue tracce e dove è stato individuato, dopo mesi di attività investigativa, dal personale della Squadra Mobile astigiana, con non poche difficoltà, nel quartiere arabo dove aveva trovato riparo.

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