Tre ipotesi sulla morte di Elena CesteMa il suicidio è inverosimile
Cronaca

Tre ipotesi sulla morte di Elena Ceste
Ma il suicidio è inverosimile

Doppio binario di accertamenti per dare le prime risposte sulla causa della morte di Elena Ceste i cui resti sono stati ritrovati una settimana fa. Da una parte il lavoro del medico legale e del

Doppio binario di accertamenti per dare le prime risposte sulla causa della morte di Elena Ceste i cui resti sono stati ritrovati una settimana fa. Da una parte il lavoro del medico legale e del consulente della famiglia Ceste su ciò che rimane del corpo della donna scomparsa nove mesi fa. L'analisi è iniziata solo sabato e proseguirà nei prossimi giorni in l'attesa degli esiti suglie esami istologici e tossicologici. Sono circolate voci di una morte violenta della donna (caduta accidentale o omicidio) non confermate dalla Procura nè dagli investigatori che smentiscono anche di essere alla ricerca, in questo momento, di una eventuale arma del delitto. Ad oggi, durante i vari sopralluoghi, non sono mai emerse tracce di sangue nè ciò che resta del corpo mostrerebbe segni di coltellate o colpi d'arma da fuoco.

Quella del suicidio, alla luce delle ultime risultanze e dei sopralluoghi appare l'ipotesi più remota ed inverosimile. A favore di essa ci sarebbero alcune importanti testimonianze raccolte nei mesi scorsi in alcune interviste televisive. Da una parte il marito che ha raccontato di un profondo turbamento della donna avvenuto il pomeriggio prima della sua scomparsa e proseguito durante la notte. Dall'altra il parroco di Motta che ha riferito di aver notato un suo momento di forte preoccupazione. A queste due testimonianze si aggiunge quella della vicina di casa che aveva raccolto uno sfogo di Elena su una persona (mai identificata) che avrebbe tradito la sua fiducia. Per contro, le dichiarazioni del marito non hanno trovato riscontri mentre i momenti di sconforto registrati dal parroco e dalla vicina di casa risalgono all'autunno scorso, quindi almeno tre mesi prima della scomparsa. A far escludere l'ipotesi del suicidio è poi il luogo di ritrovamento dei resti: un piccolo fossato che a gennaio conteneva non più di 10 cm d'acqua.

Un'altra ipotesi è quella dell'incidente capitato ad Elena mentre vagava per la campagna intorno a casa. Ad avvalorare la tesi di un allontanamento dall'abitazione in stato fortemente confusionale ci sono diversi elementi: il racconto del marito che parla di una donna provata da una notte di angoscia; il ritrovamento dei vestiti e degli occhiali nel cortile di casa (sempre riferito da Buoninconti) che farebbe pensare ad un momento di crisi emotiva della donna; il luogo di ritrovamento compatibile con un'ipotesi di inciampo nei binari della linea ferrata con una rovinosa caduta nel canale e l'impossibilità di rialzarsi dovuta al sopraggiungere dell'assideramento. A scapito di questa ricostruzione però vi è la constatazione della totale mancanza di testimoni che abbiano scorto la donna allontanarsi da casa nuda, senza scarpe nè occhiali in un orario di punta per chi va a lavorare e porta i figli a scuola. In quell'area vennero anche eseguite senza esito svariate battute di ricerca (sia con i volontari che con i cani addestrati). Risulterebbe anche una certa compostezza dei resti non compatibile con una caduta accidentale nel rio dal quale la donna, giovane e robusta, avrebbe potuto agilmente emergere.

La Procura, oltre all'originaria ipotesi di istigazione al suicidio, ha aggiunto anche il reato di omicidio per il quale l'unico indagato è il marito della Ceste. A far prendere questa direzione alle indagini potrebbero essere state le tante contraddizioni dell'uomo circa la ricostruzione degli eventi di quella mattina (la maggior parte dei quali non confortate da testimonianze esterne) insieme ai suoi comportamenti. Se si analizzano le sue dichiarazioni con l'ottica criminale, l'aver sostenuto che la donna era uscita senza occhiali e nuda (ma i vestiti nessuno li ha notati al cancello così come raccontato da lui) poteva "servire" a spiegare un successivo eventuale ritrovamento in quelle condizioni. Anche il suo cercare, nelle prime ore dalla scomparsa, nelle campagne vicine alla casa poteva mascherare il momento dell'occultamento del cadavere. A contraddire questa ipotesi la mancanza di testimonianze in tal senso ed evidenze scientifiche.

Marta Martiner Testa e Daniela Peira

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