Uccisa subito dopo aver fatto la docciaEcco perchè Elena era senza vestiti
Cronaca

Uccisa subito dopo aver fatto la doccia
Ecco perchè Elena era senza vestiti

Fra i passaggi più importanti che si trovano nella lunga ordinanza di custodia cautelare a carico di Michele Buoninconti, vi è quella in cui verrebbe finalmente spiegato la stranezza della nudità

Fra i passaggi più importanti che si trovano nella lunga ordinanza di custodia cautelare a carico di Michele Buoninconti, vi è quella in cui verrebbe finalmente spiegato la stranezza della nudità di Elena, immediatamente ammessa dal marito a pochi minuti dai primi allarmi di scomparsa della moglie. Perchè, si chiedono gli investigatori, Buoninconti ha subito detto a tutti che la moglie era fuggita di casa completamente nuda, inanellando una serie di contraddizioni sul ritrovamento e la consegna dei vestiti che dice di aver recuperato nel cortile di casa? Secondo l'accusa, infatti, sarebbe "ragionevole" ipotizzare che l'indagato sia tornato a casa ed abbia sorpreso la moglie nuda mentre si lavava e si preparava ad affrontare la sua giornata di casalinga. Questo spiegherebbe anche la presenza degli occhiali in casa; la doccia è uno dei pochi momenti (insieme a quello del sonno) in cui una persona si separa dalle lenti dalle quali dipende per attendere alle sue attività.

Dunque il marito sarebbe rientrato a casa, l'avrebbe uccisa per strangolamento, avrebbe caricato il corpo in auto per disfarsene in un secondo momento. E si sarebbe però trovato di fronte al rebus dei vestiti: due cambi completi di biancheria intima in camera da letto: quella della quale la donna si era spogliata e che era destinata alla lavatrice, e quella pulita da indossare per la giornata. Secondo l'accusa questa spiegherebbe il "balletto" di vestiti visti dalla vicina di casa intervenuta per una prima ricerca e quelli poi effettivamente consegnati ai carabinieri. Su alcuni di quelli consegnati che presentano delle tracce di terra e di fango che sono compatibili con il tipo di terreno presente nel rio Mersa ma non nel cortile, smontando così il racconto di Michele che dice di averli raccolti sotto casa.

Michele avrebbe montato la "messinscena" degli abiti trovati nel cortile proprio per giustificare la presenza in casa di questi due corredi della donna. Ha suscitato perplessità anche la circostanza secondo la quale, quella mattina, l'unico letto rifatto perfettamente era quello della camera matrimoniale in cui dormiva la coppia, mentre quelli dei bambini e la cucina erano ancora da riordinare; secondo l'ipotesi accusatoria ad aver rifatto il letto sarebbe stato proprio Buoninconti per modificare quello che per gli inquirenti è stato il teatro dell'omicidio della donna sorpresa mentre attendeva alla sua igiene personale.
«Una volta commesso l'omicidio, non vi è stato per il Buoninconti il tempo materiale di rivestire il cadavere, che doveva essere portato via da casa il più presto possibile ed essere occultato» oltre al fatto che vestire un corpo morto presenta notevoli difficoltà.

Così l'uomo, nella ricostruzione degli inquirenti, avrebbe afferrato tutti gli abiti trovati in camera vicino alla moglie e avrebbe lasciato quelli puliti in auto e consegnato quelli sporchi ai carabinieri. Quando gli è stato chiesto come mai avesse rifatto il letto di casa in un momento così concitato come quello della scomparsa della moglie, l'uomo ha risposto che di lì a poco avrebbe "ricevuto gente in casa" e dunque si era preoccupato di far trovare quella stanza riassettata.

Daniela Peira

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