Un'auto per casa: la storia di due astigiani
Cronaca

Un’auto per casa: la storia di due astigiani

“Quell’auto contiene tutto quello che possediamo, ci passiamo solo la notte, perchè di giorno siamo ospitati al Centro Diurno della Caritas dove possiamo anche lavarci e lavare i panni, oltre che stare con altre persone”

Una condizione che si ripete, come nell’autunno del 2012. Un’auto per casa, dopo passare le notti (e il tempo) in attesa di un posto di lavoro o di una sistemazione più dignitosa.

E’ la storia di Antonella e Massimiliano, una giovane coppia che da quindici giorni è tornata a vivere sulla loro Panda parcheggiata al parco Rio Crosio di Asti, di giorno, e nel parcheggio dell’ospedale Massaia di notte.

Eppure loro una casa hanno anche provato ad averla. “Grazie a qualche lavoretto saltuario – spiega Massimiliano – ho contratto un piccolo mutuo per l’acquisto di un minialloggio a Roatto. Un posto da 30 metri quadri, ma almeno era “casa”. Difficoltà a far fronte al pagamento delle rate e dissidi con i vicini di casa hanno però spento presto il sogno dei due che, nel frattempo, si sono uniti in matrimonio”.

Lavori seri all’orizzonte non se ne presentano, né per lui, né per lei e così i due tirano avanti con l’aiuto di qualche famigliare e la rete di sicurezza minima dell’assistenza sociale che garantisce loro i pasti alla mensa sociale e le borse alimentari per le cene.

“Quell’auto contiene tutto quello che possediamo – ribatte Antonella – ci passiamo solo la notte, perchè di giorno siamo ospitati al Centro Diurno della Caritas dove possiamo anche lavarci e lavare i panni, oltre che stare con altre persone”.

Lei ha un figlio che oggi vive con il padre, non potendo garantire al piccolo una vita dignitosa senza abitazione. La famiglia è completata da un cane che, dopo un periodo di “parcheggio” al canile, da lunedì torna con la coppia, rendendo così sempre più angusto lo spazio dell’auto-casa.

Massimiliano e Antonella, una volta usciti dalla casa di Roatto, sono stati ospitati lui al dormitorio di Asti e lei in una casa di accoglienza per donne a Castelnuovo Don Bosco, ma, una volta superati i giorni massimi di permanenza, si sono ritrovati insieme, senza casa.

“L’ideale sarebbe un lavoro – dicono i due – oppure un’offerta come custodi o ancora come compagnia di persone anziane. Possiamo garantire dei lavoretti di manutenzione e pulizia e il servizio di trasporto per commissioni, in cambio”.

 Daniela Peira

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