Una donna sarà garantedei detenuti al carcere di Quarto
Cronaca

Una donna sarà garante
dei detenuti al carcere di Quarto

Finalmente anche il carcere di Asti ha il suo Garante dei Detenuti: è Anna Cellamaro, una donna che la casa circondariale di Quarto la conosce bene per la sua lunga "militanza" in qualità

Finalmente anche il carcere di Asti ha il suo Garante dei Detenuti: è Anna Cellamaro, una donna che la casa circondariale di Quarto la conosce bene per la sua lunga "militanza" in qualità di educatrice. A dare la notizia lunedì l'assessore ai Servizi Sociali Piero Vercelli alla presenza del coordinatore regionale dei Garanti Bruno Mellano, della direttrice della struttura Elena Lombardi Vallauri, del comandante delle guardie penitenziarie Ramona Orlando e della consigliera regionale Angela Motta. Presente anche l'ex consigliera regionale astigiana Mariangela Cotto, che era stata fra i primi firmatari della legge istitutiva di questa figura "cuscinetto" fra la popolazione carceraria ed il resto delle istituzioni. «Con la delibera di nomina di Asti siamo arrivati a coprire quasi tutti i 13 istituti di pena piemontesi – ha commentato Bruno Mellano – entro la fine dell'anno saranno nominati tutti i garanti e sarà possibile realizzare una rete regionale e poi nazionale per dare omogeneità all'azione».

La figura del Garante è nata per rimediare alle ripetute sanzioni che l'Unione Europea ha inflitto all'Italia nel campo della tutela delle persone private della libertà personale. Il Garante può fare ispezioni al carcere senza preavviso nè autorizzazioni oltre a poter intrattenere colloqui personali con i detenuti che ne facciano richiesta per avanzare qualche criticità. L'arrivo del Garante ad Asti coincide anche con un momento di profondo cambiamento della struttura penitenziaria di Quarto che è passata da "casa circondariale" a "casa di reclusione" per detenuti condannati all'ergastolo o comunque a pene molto lunghe. Oggi sono circa 250 i detenuti ospitati a Quarto e si prevede un margine di arrivo che porti a 300 unità complessive. Ma questa trasformazione comporta anche un cambio nell'organizzazione della sorveglianza e degli obiettivi di reinserimento e riabilitazione della struttura. «Capite bene che, mentre prima si puntava a percorsi per il reinserimento dopo l'uscita dal carcere, oggi si dovranno rinforzare i percorsi interni per persone che hanno detenzioni così lunghe – ha spiegato la direttrice – Noi accogliamo con favore l'arrivo del Garante, perchè rappresenta una voce esterna che potrà aiutarci a migliorare situazioni interne e porterà fuori dalle mura la realtà del carcere».

Ma quali sono i problemi più comuni che Anna Cellamaro si troverà di fronte? «Le lamentele principali riguardano l'attesa di un paventato risarcimento post sanzione dell'Unione europea – risponde la neo Garante dei detenuti – poi ci sono le questioni che riguardano le cure e la salute dei reclusi e la richiesta di maggiori possibilità di lavoro interno». Ad Asti, nello specifico, proprio in seguito a questa ondata di arrivi di ergastolani soprattutto dal Sud, la direzione del carcere si è vista arrivare molte richieste di riavvicinamento alle famiglie perchè se è vero che qualcuna di queste ha già acquistato casa qui ed è disposta a trasferirsi per stare vicina al detenuto, molte altre non possono permettersi il viaggio in treno per i colloqui.

Daniela Peira

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