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Vandali al laghetto delle tartarughe dei giardini pubblici

La denuncia arriva dai volontari dell'UNA che lo ripuliscono due volte l'anno e si occupano di dare da mangiare a tartarughe, pesci rossi e carpe che lo abitano

Intanto i volontari lo hanno ripulito

Seconda grande pulizia al laghetto delle tartarughe ai giardini pubblici di viale alla Vittoria a cura dei volontari dell’associazione Una (Uomo, Natura e Animali) in collaborazione con il Comune di Asti e l’Asp.
La scorsa settimana un nutrito gruppo di volenterosi ha recuperato tartarughe, carpe e pesciolini rossi, li ha momentaneamente stoccati in grandi vasche ai bordi del laghetto e mentre gli operai dell’Asp procedevano alla pulizia del piccolo invaso e lo riempivano nuovamente con acqua pulita, ha fatto il “censimento” delle tartarughe (un centinaio), le ha visitate, curate, spazzolate e ripulite dalla crosta di fango e sporcizia che si stratificano sul carapace.

Appello per contribuire al loro nutrimento

Poi di nuovo tutti in acqua con una dose extra di mangime per mitigare lo stress delle pulizie estive.
L’associazione Una da molti anni si occupa della manutenzione del laghetto e dell’alimentazione dei suoi occupanti. A questo proposito Claudia Sgarzi, fondatrice della sezione astigiana, rivolge un appello a tutti coloro che hanno a cuore queste creaturine per offerte che andranno a sostenere l’acquisto del mangime. Bastano anche piccole cifre perché, messe tutte insieme, consentiranno di finanziare la “pappa” delle tartarughine e dei pesci rossi, vera attrazione per bambini e famiglie a passeggio nel polmone verde centrale cittadino.

La denuncia

Ma il laghetto non è solo meta di bambini e famiglie, purtroppo. I volontari, anche quest’anno, hanno potuto constatare che le tartarughe sono spesso oggetto di vandali.
«Abbiamo segnalazioni e in qualche caso abbiamo constatato di persona – dice una volontaria – che persone giocano al “tiro a segno” con le tartarughe sparando con pistole ad aria compressa o con fionde. In altri casi abbiamo trovato tartarughe capovolte sui monumenti del parco dove vengono messe per il solo spettacolo di vederle morire lentamente. Senza parlare di chi usa il laghetto come orinatoio o, più spesso, come cestino dell’immondizia».
Per questo i volontari dell’Una chiedono una maggiore videosorveglianza di quell’area del parco che consenta di risalire agli autori di questi atti vandalici nei confronti di tartarughe e pesci rossi, tutti portati lì da chi li aveva in casa prima di stufarsi di occuparsene.

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