Asti perderà anche i vigili del fuoco?Il riordino dei Comandi dice di sì
Cronaca

Asti perderà anche i vigili del fuoco?
Il riordino dei Comandi dice di sì

Il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Asti sarà accorpato a quello di Alessandria? E’ quello che potrebbe accadere alla luce di una recente riorganizzazione dei comandi provinciali attuata dal Ministero dell’interno e che nella Regione Piemonte potrebbe portare alla soppressione dei comandi delle province di Asti, Biella e del Verbano Cusio-Ossola. A denunciarlo, l’USB di Alessandria-Asti, l’Unione Sindacale di Base…

Il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Asti sarà accorpato a quello di Alessandria? E’ quello che potrebbe accadere alla luce di una recente riorganizzazione dei comandi provinciali attuata dal Ministero dell’interno e che nella Regione Piemonte potrebbe portare alla soppressione dei comandi delle province di Asti, Biella e del Verbano Cusio-Ossola. A denunciarlo, l’USB di Alessandria-Asti, l’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco, l’unico sindacato a non aver firmato il riordino. «Siamo pronti allo sciopero, previsto a livello nazionale il prossimo 16 ottobre a Roma. Al Governo chiediamo una “investing review”,cioè di aprire nuovi distaccamenti permanenti, di procedere con nuove assunzioni e investimenti a favore del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. In piazza scenderemo a fianco di quei dipendenti del pubblico impiego che da troppi anni attendono il rinnovo dei contratti e il recupero salariale» spiega Giovanni Maccarino referente USB Asti – Alessandria.

Maccarino spiega come il Progetto di Riordino dei comandi provinciali sia in atto già dal 2012 ma che a oggi non sia ancora chiaro come questa riforma, all’atto concreto, si tradurrà. «Non sappiamo come verrà attuato il riordino, come verrà organizzato. La nostra idea però non collima con quella del Governo, che parla solo di tagli. Noi puntiamo sulla prevenzione, bisogna mettere in campo maggiori risorse per il soccorso pubblico. E’ necessario aprire quanti più distaccamenti permanenti possibili, così come nel caso di Canelli. I volontari possono essere un ausilio ai nostri interventi» spiega Maccarino, che lamenta il blocco delle assunzioni e organici sottodimensionati. In Europa il rapporto tra vigili del fuoco professionisti e cittadini sarebbe di uno ogni 1.500 abitanti. In Italia si traduce in uno ogni 15 mila.

Ad avere notizie scarse sul riordino anche il Conapo, il sindaco di categoria dei Vigili del Fuoco: «abbiamo avuto notizia dell’accorpamento ma non c’è stato detto nulla – dice Gianluca Manzi, Segretario Conapo di Asti – sul futuro si possono fare solo alcune ipotesi. Di sicuro il cambiamento interesserà gli uffici amministrativi mentre la sede dei vigili resterà aperta. Potrebbe cambiare qualcosa a livello di dotazione dei mezzi. Autoscale e autogru rimarrebbero ad Asti perché fondamentali per il soccorso ma gli altri mezzi potrebbero passare sotto la gestione alessandrina». A chiudere, quindi, potrebbero essere gli uffici amministrativi ma si tratta solo di ipotesi. Lo stesso comandante provinciale Calogero Turturici dichiara: «per il momento stiamo parlando di uno schema di decreto del Presidente della Repubblica sul quale sta lavorando la politica. Non abbiamo informazioni, i tempi di attuazione non ci sono noti».

Continuano poi dal sindacato USB: «Ci sembra assurdo, ancora una volta, che si cerchi il risparmio laddove non si può risparmiare, ovvero su una prestazione d’opera “essenziale” come quella del soccorso ormai ridotta all’osso!». Con la manifestazione del 16 ottobre, il sindacato chiede dunque una revisione completa della bozza di decreto e incontri specifici volti al confronto anche con le altre categorie di lavoratori investite da questo schema di riordino.

Lucia Pignari

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