Violenze domestiche in aumentonel 2015: 158 i casi, 126 sono donne
Cronaca

Violenze domestiche in aumento
nel 2015: 158 i casi, 126 sono donne

Negli ultimi cinque anni, quello che si è appena chiuso vince l’infelice primato in temi di accessi al Pronto Soccorso da parte di persone vittime di violenza. Il 2015, infatti, si è chiuso con

Negli ultimi cinque anni, quello che si è appena chiuso vince l’infelice primato in temi di accessi al Pronto Soccorso da parte di persone vittime di violenza. Il 2015, infatti, si è chiuso con 158 accessi, divisi fra il Pronto Soccorso di Asti del Cardinal Massaia e quello di Nizza del Santo Spirito. Un’impennata, se si pensa che l’anno scorso il “contatore” che l’Asl aggiorna costantemente anche sul suo portale, si era fermato a 106 accessi. Nel 2013 furono 120, nel 2012 105 e nel 2011 142 accessi. Rispetto all’anno scorso raddoppia il numero degli uomini che si rivolgono alle cure dei medici dopo aver subito violenza e, purtroppo, raddoppia anche il dato che riguarda i minori.

La statistica ci parla di 126 donne, 18 uomini e 13 minori. Come ci hanno abituato gli analisti del fenomeno delle violenze fra le mura domestiche, la tipologia delle vittime è trasversale, sia per nazionalità, sia per età, sia per condizioni economiche e sociali. L’Asl ha semplicemente rilevato l’età e la nazionalità delle vittime di sesso femminile e così risulta che il 60% delle donne che si sono presentate al Pronto Soccorso con lesioni da violenza sono italiane, il 13,5% marocchine, l’8% romene, quasi il 5% albanesi e il 3% macedoni. La loro età media è di 45 anni.

Dal primo gennaio 2016 è ricominciata “la conta” per i prossimi dodici mesi. Da parte sua l’Asl, oltre a distribuire depliant con i numeri di emergenza e dei servizi presenti sul territorio in grado di prendersi carico delle vittime, ha istituito un Gruppo di coordinamento sull’assistenza delle vittime di violenza sessuale e domestica interno all’Asl e, sempre presso l’ospedale ha allestito un “letto segreto” in cui la vittima può rimanere in tutta sicurezza in attesa dell’accoglienza in centri di protezione, comunità alloggio o altro.

d.p.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo