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CronacaAsti Costigliole - San Damiano -

Vittima di violenza in casa, chiede aiuto alla guardia giurata del supermercato

A processo una terribile storia raccontata da una donna di San Damiano

Storia di ordinaria violenza

Una storia di “ordinaria” violenza domestica ripercorsa da una giovane donna di origine romena che, con lucidità, ha trasportato giudice e avvocati nel mondo di violenza e mortificazione che ha sostenuto di aver vissuto per diversi anni.
Dalla quale è uscita grazie ad un addetto alla vigilanza di un supermercato cui si è rivolta piena di paura di essere accoltellata dal compagno.

Iniziato il processo

Sotto processo c’è un ex boscaiolo di 50 anni di San Damiano, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli.
Lei, di 20 anni più giovane, ieri è comparsa in tribunale scortata da due carabinieri: da quasi due anni vive con i figlioletti di 5 e 2 anni in una comunità protetta.
La donna, costituitasi parte civile con l’avvocato Alessia Baldi, ha iniziato il suo racconto davanti al giudice Amerio parlando di un amore malato e possessivo.

Grande differenza di età

«L’ho conosciuto in Romania e a 18 anni ho accettato di venire con lui in Italia perchè volevo fuggire da tutto quello che avevo passato in patria. Trovai lavoro come badante, ma lui era gelosissimo, mi controllava in continuazione, sospettava di tutti. Era sempre lì a dirmi parolacce, ad insultarmi, a farmi sentire una nullità. Non aveva la minima fiducia in me, anche se non gli davo motivo di dubitare. Sapevo che qui in Italia ero sola e ne approfittava».

«Non lavorava e spendeva nelle macchinette»

La donna ha raccontato che a causa di questo suo modo di fare aveva perso molti lavori e non poteva avere amiche, tanto che la vicina di casa ha confermato che si parlavano di nascosto. Poi sono arrivati i problemi economici, lui ha perso il lavoro «e quei pochi soldi che entravano in caso li spendeva nelle macchinette». Capitolo delicato quello delle violenze fisiche. Ne ha contate una decina «ma mai davanti ai figli», come fosse un’attenuante.

«Ha trattato male nostro figlio»

Fino a quel giorno di metà luglio del 2017, quando lui, che aveva anche il vizio di bere, a seguito di una lite in casa, presenti anche i due figlioletti (dei quali la piccola ancora neonata) secondo il racconto della compagna, ha perso il controllo. Si è preso il bambino per portarlo con sè in camera a dormire, ma lui si è rifiutato, spaventato. E allora il padre lo ha preso a schiaffi e lo ha scrollato violentemente. La madre ha tentato di difendere il figlio ma è stata presa per la testa e buttata nel letto dove si trovava la neonata. Nel tentativo di fuggire con i bambini, la donna, sempre secondo il suo racconto, è stata rincorsa dal compagno con un coltello in mano.

Si è rifugiata al supermercato

A quel punto la donna, con grande coraggio, si è fermata ed è riuscita a calmare il compagno, convinta che, altrimenti, l’avrebbe uccisa. Lui le ha preso il cellulare, le chiavi di casa e dell’auto (vivono in un posto isolatissimo) ed è andato a dormire. Il mattino dopo la donna, con la scusa di dover andare a far la spesa, è andata al supermercato Mercatò di San Damiano, sempre accompagnata da lui. Approfittando del fatto che lui stava caricando la spesa sul’auto, la giovane compagna si è rivolta, con i bambini, al vigilante del market e ha raccontato di non voler più tornare a casa perchè temeva di essere accoltellata dal marito. Di lì la richiesta di intervento dei carabinieri e il suo percorso di protezione in comunità.

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