Whatsapp e spray anti aggressioneI commercianti si difendono dai Rom
Cronaca

Whatsapp e spray anti aggressione
I commercianti si difendono dai Rom

Non hanno voluto piegarsi alla prepotenza e nel loro piccolo hanno vinto una prima grande battaglia. Sono i commercianti di viale alla Vittoria, Parco della Resistenza e corso Alfieri che un mese fa

Non hanno voluto piegarsi alla prepotenza e nel loro piccolo hanno vinto una prima grande battaglia. Sono i commercianti di viale alla Vittoria, Parco della Resistenza e corso Alfieri che un mese fa hanno messo in piedi una raccolta firme per dire basta ai continui furti, ai danneggiamenti e alle minacce ai danni delle loro attività da parte di un gruppo di nomadi di etnia Rom, composto da quattro famiglie, particolarmente aggressivo. Le firme raccolte e consegnate al sindaco Fabrizio Brignolo, alla Prefettura, alla Questura e al Comando Provinciale dei Carabinieri sono state oltre duecento e con esse è stata richiesta legalità e maggiori controlli.

Da allora e negli ultimi trenta giorni il fenomeno sembra essersi sensibilmente ridimensionato. «Ogni tanto li vediamo passare, soprattutto nei giorni di mercato ma non più con la frequenza di prima ?- commenta il titolare di un chiosco all'ombra del parco -? In precedenza stazionavano tutto il giorno sulle panchine, lasciando poi sporcizia e rifiuti. Adesso li vediamo molto meno. Per questo dobbiamo dire grazie alla Polizia Municipale». I controlli nel parco sono stati potenziati. Un vigile pattuglia tutta la mattina mentre nel pomeriggio i colleghi compiono alcuni sopralluoghi sporadici. Per i commercianti, però, questo può essere solo l'inizio e per tanto si auspica una maggiore presenza in zona di tutte le forze di polizia. «L'intervento dei vigili è prezioso ma vorremmo più Polizia e Carabinieri» commenta una commessa di viale alla Vittoria.

A questo proposito il sindaco Fabrizio Brignolo si è rivolto alla Prefettura e nel corso di un tavolo tecnico della scorsa settimana il Questore di Asti, Filippo Di Francesco si è impegnato ad offrire maggiore supporto. Ringraziano i cittadini, prima fra tutti i commercianti alcuni dei quali ammettono di avere ancora paura. «Nonostante i controlli rafforzati, alcuni di loro provano comunque a entrare nei negozi, sempre a gruppi di quattro/cinque persone. Se li sorprendi con le mani nel sacco partono gli insulti e a volte anche le minacce» commenta qualcuno. Sotto il bancone un commesso mostra uno spray anti-aggressione e aggiunge: «prima chiudevamo alle 19,30 ma abbiamo anticipato di mezz'ora. La verità è che non ci sentiamo sicuri». Questo commesso non è il solo a tenere a portata di mano un oggetto che gli consenta di difendersi mentre chi può preferisce chiudersi dentro.

C'è poi chi, come i commercianti di corso Alfieri, ha aderito all'iniziativa del gruppo condiviso su WhatsApp. Quando un esercente avvista il gruppetto in avvicinamento invia un messaggio che allerta tutte le altre attività commerciali lungo il corso. «L'idea funziona e ci consente di prendere le dovute misure. Chi decide di chiudere la porta e chi invece si mette a piantonare la porta» ci spiegano in un bar. «Qualcuno ci taccerà di razzismo ma non lo siamo. Siamo solo persone oneste che vogliono lavorare tranquillamente. Per difenderci usiamo i mezzi a nostra disposizione». Nessuno acconsente a rilasciare i nomi o a scattare fotografie nella propria attività. «Tutti abbiamo paura delle ritorsioni, specie chi ha già ricevuto minacce -? spiegano -? loro non hanno nulla da perdere. Noi tutto».

Lucia Pignari

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