San Martino a Canelli: tartufi da record
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San Martino a Canelli: tartufi da record

Nonostante i nuvoloni migliaia di visitatori si sono riversati nelle vie e nelle piazze. In un’annata particolarmente avara, a casa gancia esemplari in buona quantità (quasi 5 kg in totale). Il premio per il miglior piatto è andato a Giuseppe Fenoglio davanti a Claudia Francalanci e al giovane Mirko Lesioba

Tartufo e San Martino sconfiggono crisi e maltempo. I primi arrivati in quantità, vista l’annata eccezionalmente avara, alla kermesse ospitata a Casa Gancia: poco meno di cinque chili di trifole rigorosamente made in Astesana e Langhe, alcune di gran pregio. La fiera commerciale non ha deluso le aspettative, con una nuova disposizione delle oltre duecento bancarelle che hanno invaso il centro cittadino sino all’ex stazione ferroviaria.

I tartufi sono stati l’attrazione della mattinata. Seppur orfana della tradizionale asta-incanto, sospesa per crisi di compratori, la mostra-concorso ha saputo attrarre curiosi e buongustai. Merito, anche, di preziosi “diamanti grigi” proposti dal ristoratore neivese Tonino Verro de “la Contea”, capaci di strappare ammirati sospiri e occhiate di invidia da parte dei trifolao. Presenti, questi ultimi, in sordina, senza prodotto con le mani in saccoccia come non si vedeva da anni. «Colpa della stagione e del tempo» si schermivano. Anche se, qualcuno ammetteva, «di tartufi, negli ultimi giorni, se ne trovano». A tenerli lontani dal grande padiglione, come già accaduto in altri appuntamenti in giro per il Piemonte, più che stagione e scarsità di prodotto è lo spauracchio dei controlli e del fisco.

Crisi o spending rewiew, comunque, non hanno impedito alla fiera canellese di imporsi quale “posto delle trifole”, come recita il depliant divulgativo, tra gli appuntamenti più importanti del settore. Il tartufo d’oro per il miglior piatto è stato vinto da Giuseppe Fenoglio di Nizza, uno dei tre trifolao “coraggiosi”, che ha presentato un gruppo di trifole made in Nizza del peso di 361 grammi, precedendo Claudia Francalanci di Neive che ha messo sul tavolo due splendidi “solitari” di 739 grammi originari di Vinchio. Terzo posto e premio alla carriera che verrà, con tanto di tifo d’incoraggiamento, per un giovane cercatore: Mirko Lesioba, nicese di nove anni che con il suo cane Rocky ha scovato, sabato mattina, due tartufi da un grammo ciascuno. Nella categoria “Ristoratori” meritato successo di Tonino Verro con un piatto da 1183 grammi trovati nei boschi tra Verduno e La Morra.

Madrina della giornata Alice Franco, campionessa olimpica di nuoto, arrivata in compagnia dell’allenatore, il canellese Pino Palumbo. La nuotatrice non si è sottratta al rito delle fotografie, stupefatta di fronte alle ricche portate e al profumo che aleggiava. «Chissà se i tartufi aiutano ad aumentare le prestazioni sportive in acqua!» ha scherzato con fotografi e fans. «Una bella manifestazione, ricca e partecipata, segno che Canelli non solo è “il posto delle trifole” ma, anche, luogo di accoglienza ed enogastronomia di qualità» ha commentato a fine giornata l’assessore Aldo Gai

Successo anche per la Fiera di San Martino. Nonostante nuovoloni carichi di pioggia, migliaia i visitatori che si sono riversati nelle vie e nelle piazze cittadine tra bancarelle, negozi e bar. Organizzazione che ha superato l’esame come sottolinea l’assessore Giovanni Vassallo: «Qualcosa da migliorare c’è ancora, ma la nuova disposizione realizzata in collaborazione con il consorzio Euro Fiva 2000 è stata apprezzata». Sotto i riflettori anche l’afflusso di turisti, «arrivati – dice Vassallo – con numerosi torpedoni e auto private da Piemonte, Lombardia e Liguria sin dal mattino sia per visitare le cantine storiche sia per l’immancabile pranzo a base di tartufo». Non meno di 4 mila, secondo le prime stime, le visite alle “Cattedrali sotterranee”: «Un flusso ininterrotto di turisti già da sabato che ha lasciato stupiti anche gli stessi organizzatori, segno che i nostri “tesori sotterranei” attraggono sempre di più» commenta Vassallo.

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