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Cultura e Spettacoli
Calamandrana

Adrian Fartade: “Equipaggio umano su Marte verso il 2033”

Il popolare YouTuber e divulgatore è intervenuto a Calamandrana per uno dei suoi talk

Quando vedremo il primo equipaggio umano sbarcare su Marte? Tra il 2033 e il 2036. Ne è convinto Adrian Fartade, popolarissimo YouTuber e divulgatore scientifico, intervenuto lo scorso venerdì sera a Calamandrana, sulla piazza della stazione, per uno dei suoi talk. “Come vivremo su Marte?”, questo il tema dell’incontro, organizzato dal Comune nelle persone dei consiglieri Francesco Cesareo e Liliana Gatti e in grado di radunare quasi 200 persone. «La finestra per partire, quando la Terra e Marte distano solo 6 mesi di viaggio, è ogni 26 mesi – ha spiegato l’ospite – Le ricerche attualmente in corso si stanno concentrando su “gusci” da stampare in 3D come prime, possibili abitazioni».

Con l’entusiasmo che lo contraddistingue e una grande disponibilità, Fartade era presente sulla piazza già in anticipo sull’incontro, pronto a rispondere alle domande dei presenti. Come ha iniziato? «Mi è sempre piaciuto dare vita a momenti divulgativi. Uno dei miei primi video riguardava gli errori storici ne “Il Gladiatore”. Ora, sul fronte tecnologico e fisico, mi piace scovarli anche nei film di fantascienza».

Adrian Fartade (foto di Luigi Tiriticco)

Raccontare l’attuale stato dell’esplorazione di Marte non poteva che passare attraverso il contesto: innanzitutto, la maggiore distanza rispetto alla Luna che costringe a risolvere una serie di problemi: «Ci servono nuovi tipi di razzi e navicelle, nonché sistemi per preservare la salute dell’equipaggio durante il viaggio. Sul pianeta rosso devono arrivare non solo vivi, ma anche in buone condizioni psicofisiche». Ad essere già state affrontate e spesso superate, negli anni, dalle sonde inviate prima dall’URSS e poi dagli USA, sono le condizioni atmosferiche e meteorologiche avverse della superficie. Scienziati e ingegneri hanno saputo inventarsi, per esempio, i palloni gonfiabili attorno al rover per mitigarne l’impatto sul suolo, all’arrivo.

Tutte le successive missioni ci hanno mostrato luoghi diversi di Marte: pur se più piccolo della Terra, non avendo gli oceani la “superficie calpestabile”, per dirlo in termini terrestri, è pari a quella della somma dei nostri continenti. Ecco così che alcuni dei rover hanno iniziato a percorrere lunghe distanze, restituendoci dati e analisi di tutto ciò che incontravano. Fartade ha saputo intrattenere e incantare con dettagli esperienziali non da poco: per esempio che il tramonto su Marte è blu per varie circostanze fisiche. I

ngenuity è la più recente delle missioni, iniziata proprio mentre tutti eravamo fin troppo concentrati sulla Terra e l’emergenza pandemica, nonché il primo oggetto volante (un piccolo elicottero) di costruzione umana sul pianeta: «Porta con sé un pezzetto di stoffa e legno dell’aereo dei fratelli Wright». Imprese come queste, secondo il divulgatore, sono fondamentali: «Sono risultati che si possono raggiungere solo lavorando insieme, come Umanità. Penso che arrivare su Marte abbatterà molti pregiudizi. Quando siamo stati sulla Luna, le donne ancora non potevano fare l’astronauta. Arrivare al pianeta rosso ci permetterà di crescere ancora».

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