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Amelia Platone e la condizione femminile: una mostra alla Fondazione Guglielminetti

L'esposizione - che comprende dipinti, sculture, disegni e incisioni - sarà aperta da domani fino al 19 luglio

Apre la mostra su Amelia Platone

Apre domani (venerdì) alle 16.30 la mostra “L’immagine costretta. Storie di donne nelle opere di Amelia Platone”. Una selezione di dipinti, sculture, disegni e incisioni ispirati alla condizione femminile, allestita alla Fondazione Eugenio Guglielminetti presso Palazzo Alfieri ad Asti. 
Protagonista della vita culturale dal Secondo Dopoguerra agli anni Novanta, l’astigiana Amelia Platone (1927- 1994) fu docente ed attiva esponente, tra i fondatori, della Società Promotrice Belle Arti di Asti ( 1947) e di Torino (1948), della Galleria d’Arte “La Giostra” di Asti (1967), del Piemonte Artistico e Culturale di Torino, consulente per i Beni Artistici del Comune di Asti (1976-1985). Durante la frequenza all’Accademia Albertina (1948- 1952), dove conseguì i Premi Avondo e Uberti, il maestro Felice Casorati ne intuì le naturali doti compositive, il “segno sensibile, la costruzione armonica, sostenuta”, su cui si consolidò la ricerca espressiva, nelle svariate tecniche e nella pratica dell’incisione.

Le opere esposte

La sua vita artistica è stata segnata da costanti partecipazioni a rassegne in Europa, esposizioni personali in prestigiosi centri italiani e mostre antologiche.  L’allestimento che sarà inaugurato domani propone testimonianze significative delle varie stagioni creative che l’hanno vista protagonista: dall’essenziale “Autoritratto” (olio, 1950) all’inedito ”Studio per un ritratto della Signorina Laura Moro”(olio, 1953), dalle più complesse “La modella” (olio, 1953) e “La pianista” (olio, 1954) alle figure di madri raffigurate lungo le vie e tra la folla del mercato (“Donne al mercato” 1958; “ Donna che cammina”, 1977). E ancora, le cartelle di incisioni e le xilografie che si ispirano all’impegno etico e civile dell’artista, i disegni dal tratto severo dedicati alla quotidianità, ai soggiorni in Puglia e in Sicilia, tra il 1957 ed il 1964, anni di tormentata indagine sulla realtà, rinvigorita dal segno e da cromie mediterranee.
La mostra sarà aperta fino al 19 luglio venerdì, sabato e domenica dalle 16.30 alle 18.30. Nel rispetto delle norme ministeriali e regionali, l’accesso alla Fondazione Guglielminetti (corso Alfieri 375) e alle sale espositive sarà limitato a otto visitatori, muniti di mascherina e a distanza di sicurezza.

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