Astimusica
Cultura e Spettacoli

“Annullata Astimusica, mentre il cinema all’aperto sarà in modalità drive-in”

Intervista all’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito che annuncia alcune novità relative al cartellone di eventi dell’estate

Annullato il festival Astimusica

Il festival Astimusica annullato, la rassegna di cinema all’aperto in modalità drive-in, Astiteatro rinviato all’inizio di settembre e organizzato diversamente (in un grande spazio all’aperto o, anche in questo caso, da fruire all’interno dell’auto).
Sono solo alcune delle novità che caratterizzeranno la prossima estate sotto il profilo culturale. Un periodo molto florido ad Asti, dato che solitamente ospita un lungo elenco di eventi che si aprono ai primi di giugno, con il festival Passepartout, e terminano a settembre con la rassegna di teatro amatoriale “Oltre il palco”.
A spiegare cosa succederà l’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito.

L’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito

Le novità del cartellone estivo 2020

Assessore, che ne sarà dei numerosi festival che animano l’estate astigiana?
«Per quanto riguarda Passepartout, come abbiamo già annunciato nelle scorse settimane, dovrebbe tenersi ad ottobre al Palco 19, salvo modifiche che si renderanno necessarie in base alle misure di distanziamento che impone la legge per evitare il ritorno dei contagi. Per quanto riguarda, invece, gli altri festival, a livello di Comune stiamo ragionando su come declinarli in maniera diversa, adeguandoci alla normativa in atto. Astimusica, per come siamo abituati a conoscerla, tra grandi ospiti e concerti in piazza Cattedrale, sarà sicuramente annullata. Al limite si potrà pensare ad una serata di musica “spot”, anche se bisogna vedere con quale modalità. La rassegna estiva di cinema, invece, sarà in modalità drive-in, modalità che stiamo ipotizzando anche per Astiteatro. In alternativa, in questo caso si potrebbe anche pensare di organizzare gli spettacoli in spazi molto grandi all’aperto, per mantenere il distanziamento sociale, anche se non si adattano molto alla modalità di fruizione del teatro, fatta di vicinanza, commenti con gli altri spettatori, risate, applausi».
Una situazione decisamente complicata…
«Sì, molto. La programmazione del settore culturale si muove con sei mesi di anticipo rispetto alla data di svolgimento degli eventi, ma fino ad una settimana fa non sapevamo nemmeno quando sarebbe cominciata la cosiddetta “Fase 2”, in cui siamo entrati oggi (ieri per chi legge, ndr). Quindi abbiamo buttato mesi di lavoro già svolto, per esempio inerenti l’organizzazione di Astiteatro nella modalità solita, cui lavoriamo a gennaio e febbraio. E ora ci troviamo a dover ripensare gli eventi. Il tutto con una difficoltà ulteriore…».

La stagione teatrale invernale

Quale?
«La cultura per definizione è sinonimo di aggregazione e contatto. E’ veramente difficile trovare soluzioni che rispondano alle necessità di distanziamento sociale e, al contempo, si adattino alle modalità di fruizione degli spettacoli, oltre che al bilancio economico. In queste settimane stiamo definendo anche il cartellone della stagione teatrale invernale 2020/2021, che dovrebbe partire tra novembre e dicembre, quando sembra che la normativa lo consentirà. Un cartellone (cui dovremo aggiungere gli otto spettacoli annullati tra marzo e aprile a causa dell’emergenza sanitaria) che si dovrà adattare ad un Teatro Alfieri dalla capienza drasticamente ridotta».
«Comunque sia, nonostante le difficoltà, non ci fermeremo. Chissà che questo periodo di crisi non porti a ragionamenti produttivi. La prossima settimana convocherò la Commissione Cultura per ragionare sulla questione a 360 gradi».

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