Era lepopea del Gran Varietà, del donne non cè na lira, anche se la fatidica frase non è mai stata pronunciata in tutta la serata. La si percepiva nellaria, nel linguaggio,
Era lepopea del Gran Varietà, del donne non cè na lira, anche se la fatidica frase non è mai stata pronunciata in tutta la serata. La si percepiva nellaria, nel linguaggio, nellabbigliamento dei personaggi e nellambientazione della grande crisi economica, quella che spinse molti italiani a lasciare il paese alla volta dellAmerica. Il varietà presentato lunedì sera al Teatro Alfieri era incentrato sulla vita del piroscafo Duilio su cui si era imbarcata la compagnia teatrale capeggiata da un magistrale Massimo Ranieri. Obiettivo raggiungere lArgentina, alla ricerca di fortuna. Quella notte si sarebbe transitati sullequatore e per questo la compagnia teatrale doveva provare parecchio per mettere in piedi uno spettacolo di qualità.
A questo punto ecco alternarsi in scena i personaggi caratteristici del Gran Varietà, le gags tipiche, i brani musicali, gli atteggiamenti e le pose di uno spettacolo che ha divertito gli italiani per decenni. La bravura di Massimo Ranieri come cantante era risaputa a tutti e lo ha dimostrato in scena volando con la voce sulle arie scritte appositamente per lo spettacolo. Ma non tutti sapevano che fosse altrettanto bravo come attore, come interprete. LAlfieri, gremito in tutti gli ordini di posti, ha lungamente applaudito a scena aperta alla bravura dellattore-cantante e di tutta la compagnia, che ha dimostrato di non essere da meno sia sotto il profilo della voce che della capacità interpretativa. Insomma, bravi attori e bravi cantanti per una pieces non sempre allaltezza degli interpreti.
Un po debole negli spunti, semplice, quasi elementare, scritta su misura per uno scugnizzo che saputo trasformarsi in un vero mattatore, conferendo vigore e vitalità alla stessa trama. Gioia e dolore, ricchezza e povertà, slanci e delusioni si sono rincorsi nei vari personaggi in scena, sempre stemperati e diluiti in un mare costantemente presente sullo sfondo a rappresentare lorizzonte della speranza e del dolore insieme. Speranza quando si guardava avanti, dolore quando ci si volgeva indietro. Cinque minuti di applausi finali hanno sancito il successo e il gradimento della serata e costretto gli attori a tornare diverse volte in scena, un successo targato comunque Massimo Ranieri.
Flavio Duretto