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Palazzo Mazzola svela i suoi segreti, a lungo custoditi tra le mura dell’edificio. Grazie ai lavori di ristrutturazione pagati prevalentemente con i fondi europei del PISU (ad eccezione

Palazzo Mazzola svela i suoi segreti, a lungo custoditi tra le mura dell’edificio. Grazie ai lavori di ristrutturazione pagati prevalentemente con i fondi europei del PISU (ad eccezione dell’intervento sulle finestre della facciata rinascimentale finanziato dal Comune) Palazzo Mazzola tornerà a nuova vita e sarà ancora sede dell’Archivio storico ma anche del nuovo Museo del Palio. Lunedì mattina il sindaco Fabrizio Brignolo, l’architetto Cristina Cirio (responsabile del servizio edifici storici del Comune) e i colleghi architetti Loredana Dionigio (tra i responsabili delle opere di restauro e consolidamento statico), Elena Masoero e Flavio Tondo (impegnati sulla realizzazione del museo) hanno fatto il punto sul cantiere che viene finanziato, nel suo complesso, con circa 1 milione di euro.

Essendo Palazzo Mazzola l’unico esempio di edificio rinascimentale della città, gli architetti hanno lavorato a stretto contatto con la soprintendenza per decidere come intervenire, preservando, dove possibile, la struttura originaria dell’edificio. Il Museo del Palio, i cui lavori finiranno entro metà giugno, sarà ospitato nell’ala sinistra, a piano terra, dove verranno allestiti il percorso di visita e ulteriori locali destinati ad ospitare mostre temporanee (questi ultimi ristrutturati grazie ad un contributo della Fondazione CrTo). Negli interrati e ai piani superiori (ad eccezione del sottotetto) saranno custoditi i documenti dell’archivio, tra cui il Codex Astensis e il Codice Catenato. Sarà anche possibile consultare i testi in un’apposita camera mentre il salone nobile, sempre a piano terra, verrà utilizzato per ospitare convegni e conferenze.

I lavori di consolidamento, restauro, installazione dell’ascensore, abbattimento delle barriere architettoniche e recupero degli interrati si concluderanno entro novembre, ma per terminare il trasloco dell’archivio, oggi ospitato in parte a Palazzo Ottolenghi e in parte nel caveau della Cassa di Risparmio, ci vorranno ulteriori settimane così da prevedere la riapertura al pubblico entro gennaio 2016. Il Comune ha però deciso di non fermarsi qua e di procedere ad un nuovo bando per finanziare il recupero della facciata del cortile interno prospiciente il museo del Palio.

Durante i lavori non sono mancate le scoperte sulla storia dell’immobile: già un tempo Palazzo Mazzola ospitava un piccolo museo del Palio mentre, nel periodo in cui era sede dell’Opera Pia “Buon Pastore”, accoglieva ragazze povere o abbandonate, ma anche le “pericolanti” e le “pericolate”, le peccatrici a rischio di diventare ragazze madri. Il sottotetto, ancora originale con vista sulla vicina Cattedrale, non potrà ancora essere aperto al pubblico perché non interessato dai lavori di ristrutturazione del palazzo ma ridare agli astigiani questo importante pezzo di storia cittadina è una priorità per l’amministrazione e la fruizione del polo museale sarà garantita tutti i giorni proprio grazie alla presenza dell’archivio e dei suoi dipendenti.

Riccardo Santagati

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