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Cultura e Spettacoli

Avis, il cuore generoso
dei donatori è sulle colline

Il ruolo del volontariato, la partecipazione ed i legami sociali di questi anni di crisi sono stati i temi affrontati nel corso di un incontro di grande interesse, svoltosi all’Hotel “Salera” ed

Il ruolo del volontariato, la partecipazione ed i legami sociali di questi anni di crisi sono stati i temi affrontati nel corso di un incontro di grande interesse, svoltosi all’Hotel “Salera” ed organizzato dall’AVIS provinciale di Asti. A fare il punto su scelte e comportamenti di chi si vive il volontariato del sangue sono stati la psicologa del lavoro Valentina Toso, docenti (prof.ssa Elena Marta, Univ. “Cattolica” di Milano e prof.ssa Noemi Podestà, Univ. del Piemonte orientale) e ricercatori (dott.ssa Sara Alfieri, Univ. “Cattolica”); alle loro valutazioni si sono aggiunti gli interventi di Aldo Cardani (presid. AVIS sovracomunale Medio Varesotto), Ferruccio Giovetti (presid. AVIS comunale Cremona), Roberto Cartosio (presid. AVIS provinciale di Asti), mentre le valutazioni conclusive sono state affidate al presidente nazionale dell’AVIS, dott. Vincenzo Saturni.

Obiettivo del convegno è stato il valutare quanto il difficile momento economico influenzi il fenomeno della donazione ed in generale l’associazionismo: vediamo dunque quali sono le caratteristiche del volontariato del sangue nella provincia di Asti. Dal campione di donatori esaminato (31,8% di femmine e 68,2% di maschi) risulta che per l’11,5 % sono residenti in città e per l’88,5% in provincia. In maggior parte si tratta di lavoratori (78,9 %), seguiti da non occupati – pensionati (9,2%) e da studenti o studenti lavoratori; il titolo di studio prevalente è il diploma di Maturità (50,4 %), seguito da quello di scuola elementare o media (27%) e dalla laurea (22,5%). Per i due terzi (76,8%), gli Avisini astigiani hanno una relazione affettiva stabile ed il 50,7% ha figli; le motivazioni che spingono a donare sangue sono di carattere sociale, valoriale, di conoscenza e di accrescimento personale.

Quasi tutti i donatori si mostrano soddisfatti per le modalità di chiamata, per l’ambiente in cui donano, per la professionalità del personale medico ed infermieristico, e risultano elevati i livelli di motivazione e di identità di ruolo, nonostante la crisi; oltre il 40% dei volontari fa attualmente parte anche di altre associazioni o gruppi (culturali, sportivi, sociali, ecc. ), il 20% circa ne ha fatto parte in passato, mentre il 38% dei volontari aderisce solo all’AVIS. Quanto alla vitalità dell’AVIS astigiana, si ricordi che nel 2014 dai 9732 soci (di cui 6707 di Asti) sono state effettuate 18.178 donazioni in tutta la provincia, con circa 550 nuovi volontari iscritti ogni anno. Insomma, in una realtà cittadina profondamente mutata, in cui sono scomparse molte realtà industriali e la crisi si fa sentire, il dono del sangue continua a mantenere intatto il suo valore ed i volontari delle 28 sezioni sparse sul territorio provinciale rispondono sempre alle chiamate, mantenendo intatto il loro spirito di solidarietà.

Renato Romagnoli

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