"Noi, i bersaglieri astigiani della sezione Lavezzeri"
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"Noi, i bersaglieri astigiani della sezione Lavezzeri"

La storia dei Bersaglieri astigiani e della nostra città si arricchisce di un evento unico ed ineguagliabile che risveglierà nel cuore di ognuno di noi sentimenti di amor patrio e di affetto verso

La storia dei Bersaglieri astigiani e della nostra città si arricchisce di un evento unico ed ineguagliabile che risveglierà nel cuore di ognuno di noi sentimenti di amor patrio e di affetto verso le Forze Armate e verso i Bersaglieri, che hanno vissuto ed operato per quasi cinquant'anni nella nostra città. Era il 16 settembre 1883 quando il 2° Reggimento Bersaglieri fece il suo ingresso in città, preceduto dalla fanfara di battaglione, tra ali festanti di folla. Da allora e fino al 1929, quando il 9° Reggimento Bersaglieri lasciò definitivamente il quartiere "Carlo Alberto", i Bersaglieri furono parte integrante del tessuto sociale cittadino.
Per la seconda volta il Raduno nazionale dei Fanti piumati ha come base Asti; già nel 1990, in occasione del 38° Raduno nazionale, le vie e le piazze astigiane furono invase pacificamente da migliaia di cappelli piumati, preceduti dagli squilli di magnifiche fanfare e ancora oggi è vivo, nella memoria degli Astigiani, il ricordo di quel maggio di ventiquattro anni fa in cui la corsa travolgente e l'impeto "bersaglieresco" avvolsero calorosamente la nostra città.
Per noi, Bersaglieri astigiani, il raduno è cominciato dal giugno 2012 a Latina, dove il Consiglio Nazionale ha assegnato il 62° Raduno Nazionale alla nostra città. Abbiamo creato un gruppo di lavoro ineguagliabile, con la capacità ed il coraggio di osare, lavorando fianco a fianco, scambiandoci conoscenze e competenze, generando relazioni e valori ed accelerando il passo man mano che ci si avvicinava al traguardo; tutti coloro che sono stati coinvolti in questa magnifica impresa, nella diversità dei ruoli e dei compiti, hanno dato il loro contributo di competenze e di tempo, per rendere questo evento indimenticabile.
Noi, Bersaglieri astigiani, con orgoglio ed estrema convinzione, abbiamo fin da subito creduto in questa esaltante impresa: il solo pensiero di poter vedere le vie e le piazze della nostra città tingersi di cremisi e gremirsi di piume al vento ci ha avvolti in una corsa entusiasmante!
Se questo sogno si è avverato è grazie a tutti i Bersaglieri astigiani che ci hanno preceduti nella "corsa" della sezione "Lavezzeri": con i loro insegnamenti ci hanno tramandato l'entusiasmo, la forza e la tenacia che ancora oggi sono la bandiera della nostra sezione.
Purtroppo, lungo il cammino qualcuno si è fermato, nonostante la forza e la determinazione che lo hanno sempre sostenuto: è il bersagliere Giovanni Bosia, che dopo aver dato moltissimo all'organizzazione del raduno se n'è andato qualche giorno fa, perché il suo cuore era troppo stanco. Il lavoro da lui svolto nell'ambito del comitato è stato fondamentale e ineguagliabile: il suo modo di spronarci nei momenti critici ci ha permesso di andare avanti travolgendo e superando ogni difficoltà, com'è uso dei Bersaglieri. «Ciao Giovanni, questo sarà il "tuo" raduno e se in guerra hai visto "l'inferno a diciott'anni" sono sicuro che gli ultimi giorni li hai vissuti intensamente e con quell'entusiasmo che solo i Bersaglieri sanno trasmettere! Se tenderai l'orecchio, anche dal misterioso luogo dove ora sei, sentirai nel vento le note squillanti delle nostre fanfare, che saranno la colonna sonora del più bel film al quale gli astigiani potranno assistere in questo 2014».

Mauro Capra (presidente della sezione astigiana Bersaglieri "R. Lavezzeri")

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