Bonfanti e Coppo, blues e cajunPoi il “segà” di Jino Touche
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Bonfanti e Coppo, blues e cajun
Poi il “segà” di Jino Touche

La maggior parte degli amanti della musica dal vivo li conosce come due ottimi strumentisti con lunghe ed articolate carriere soliste alle spalle. Questa sera, però, sul palco del Diavolo Rosso di

La maggior parte degli amanti della musica dal vivo li conosce come due ottimi strumentisti con lunghe ed articolate carriere soliste alle spalle. Questa sera, però, sul palco del Diavolo Rosso di Asti (piazza San Martino 4, ore 22), Paolo Bonfanti e Martino Coppo si presentano in duo: un eccezionale chitarrista e un maestro del mandolino insieme per dare sfogo a tutta la loro poliedricità e varietà di gusti e passioni musicali comuni. In scena brani originali e reinterpretazioni si dividono equamente lo spazio a disposizione spaziando dalla canzone d'autore americana al bluegrass, dal blues al folk e al gospel, dalle suggestioni irlandesi al tributo al grande Bill Monroe, dalle ballad d'autore alla curiosa unione tra musica cajun e dialetto genovese.

Tutte influenze musicali che, grazie al talento strumentale ed interpretativo di Bonfanti e Coppo, si amalgamano alla perferzione dando vita a un mix vario e affascinante. Apre la serata il cantautore bibliotecario, lussemburghese d'adozione, Vittorio Merlo per presentare il suo Ep "C'è Ancora Tempo". Si resta al Diavolo Rosso anche venerdì sera (ore 22) con un concerto d'eccezione. Sul palco Jino Touche, noto ai più come contrabbassista e collaboratore storico del "nostro" Paolo Conte. Definizione riduttiva, ad una più attenta analisi, perchè Touche è un artista eclettico che, oltre a collaborare da anni con i nomi più importanti della scena italiana (celebre il suo progetto gipsy Manomanouche) e internazionale, è al contempo un musicista eccellente e un contrabbassista di livello altissimo.

Classe ?66, nativo delle Isole Mauritius, Touche ha pubblicato lo scorso anno, per l'etichetta Studiottanta Fortuna Records di Massimo Visentin (Calliano d'Asti), il suo primo ed omonimo disco solista nel doppio ruolo di cantante e chitarrista. Un concentrato etnico e melodico nel solco del genere "segà", tipico della sua terra natia, nel quale l'artista riscopre le proprie radici e la propria lingua, il creolo. Info www.diavolorosso.it.

l.g.

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