"Buon anno Unesco", aspettando un "sì"
Cultura e Spettacoli

"Buon anno Unesco", aspettando un "sì"

Adesso manca solo il "si". Desiderio, meta, sogno che ha accompagnato, domenica scorsa, "Buon anno Unesco", lo spettacolo che al teatro Balbo di Canelli ha chiuso gli appuntamenti

Adesso manca solo il "si". Desiderio, meta, sogno che ha accompagnato, domenica scorsa, "Buon anno Unesco", lo spettacolo che al teatro Balbo di Canelli ha chiuso gli appuntamenti che hanno accompagnato, negli ultimi due anni, la lunga corsa alla candidatura a Patrimonio dell'Umanità. Rito quasi propiziatorio e scaramantico, di grande spessore per i Paesaggi vitivinicoli di Langa, Monferrato e Roero che aspettano, trepidanti, la decisione di giungo quando, in Quatar, si riunirà la commissione.

Pubblico delle grandi occasioni davanti al quale hanno sfilato tutti gli attori coinvolti nella complessa macchina organizzativa-promozionale: dal sindaco Marco Gabusi, padrone di casa della città dove nel 2003 partì l'idea di candidare le "cattedrali sotterranee", ai colleghi di Asti, Nizza, Calamandrana, Vinchio, Calosso a Annalisa Conti e Roberto Cerrato, rispettivamente delegata astigiana e responsabile del progetto. Con loro l'onorevole Massimo Fiorio, il consigliere regionale Angela Motta, il dirigente scolastico provinciale Alessandro Moliterno. Parola d'ordine, sorta di mantra trasversale, l'unione del territorio, sforzi comuni ed un'omogenea azione per arrivare al traguardo.

I veri protagonisti sono stati gli artisti che, in questi anni, hanno lavorato per rappresentare il "patrimonio immateriale", ma così utile e imprescindibile, della candidatura. Esplosione di gioia e di allegria con gli studenti vincitori del concorso musicale Unesco ?Amard', la band e il corpo di ballo degli allievi del liceo artistico "Benedetto Alfieri di Asti". Stella tutta canellese quella che ha brillato con Andrea Bosca che, in coppia con Elisa Galvagno, ha presentato alcuni intensi spezzoni de "Le colline come Vivo Acciaio", soggetto a due scritto e diretto dai due giovani attori, esordito a Canelli un anno fa e portato in giro tra astigiano e cuneese.

Divertente la pièce tratta dallo spettacolo "Paisan, ritratti di gente di collina" del Teatro degli Acerbi. Capace di strappare applausi a scena aperta la sensibilità e la delicatezza con cui Marco Soria e Marica Canavese hanno proposto "Amemanera", performance a metà strada tra musica e racconto che ha ottenuto un grande successo nei mesi scorsi. Apprezzata l'esibizione di Cristiano Tibaldi, direttore della banda "Città di Canelli", con i suoi arrangiamenti di brani celebri.

Non poteva mancare il bel canto, salito in cattedra con il tenore Enrico Iviglia, che, accompagnato da Sebastiano Roggero, ha riproposto alcune arie liriche in una superba esibizione che ha incantato non solo gli appassionati. Frizzante e suadente la tromba del jazzista, vinchiese, che ha riscosso successi in tutto il mondo Felice Reggio: con lui i Paesaggi vitivinicoli sono veramente internazionali.

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