Marco Gabusi: "Suggellata la capacità di fare squadra di un grande territorio"
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Marco Gabusi: "Suggellata la capacità di fare squadra di un grande territorio"

«E’ un gran risultato che suggella, in un momento di disfattismo e scoramento generale, la capacità di fare squadra di un grande territorio». Marco Gabusi, riconfermato sindaco della città da

«E’ un gran risultato che suggella, in un momento di disfattismo e scoramento generale, la capacità di fare squadra di un grande territorio». Marco Gabusi, riconfermato sindaco della città da dove, nel 2003, partì la candidatura a patrimonio dell’Umanità delle “Cattedrali sotterranee”, è reduce dall’Assedio di Canelli. Dalla piazza arrivano gli ultimi colpi di colubrina, mentre un sms di Annalisa Conti, da Doha in Qatar, gli conferma che i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, con Canelli, sono Patrimonio dell’Umanità. «Una bella manifestazione che, necessariamente, dovrà essere ripensata in chiave Unesco».

Ecco, Unesco. Da Doha è arrivato il “si” definitivo: ora la candidatura è divenuta realtà.
E’ una grande notizia, la conferma che tutti aspettavamo. Ma, al di là di tutto, voglio sottolineare la capacità di amministrazioni pubbliche, comuni e privati nell’andare oltre il singolo interesse, l’abbandono della logica campanilistica per coagularsi attorno ad un progetto che è di un territorio composito ma mai così omogeneo.

Che cosa cambierà, adesso, per quest’area del sud Piemonte?
Le opportunità che in questi anni abbiamo ipotizzato si trasformano in realtà. Ognuno degli attori coinvolti dovrà passare dalla teoria alla pratica, dovremo darci un a mossa perché, a quel punto, non avremo più alibi. Parlo di manifestazioni, certo, ma soprattutto sarà necessario allargare la visione di urbanistica, del paesaggio, il rispetto dell’ambiente, la valorizzazione degli aspetti culturali e storici delle nostre campagne. Coinvolgendo i privati.

I privati, appunto. Canelli punta sulle “Cattedrali sotterranee” e sulle colline del Moscato: come vede la sinergia pubblico-privato?
I privati dovranno fare la propria parte: non ci sono più alibi per tergiversare. E’ impensabile che l’ente pubblico possa fare tutto da solo. Chiusi i festeggiamenti dovremo, tutti, rimboccarci le maniche, parlarci, stabilire strategie e sinergie. Usando un paragone calcistico di moda in questo periodo, ci siamo qualificati per i Mondiali: adesso dobbiamo giocarlo, bene, e vincerlo.

Nella “core zone” di Canelli e Asti Spumante è inserito anche il centro storico. Una menzione non banale; anche questo diventerà bene tutelato dall’Umanità.
E’ un grande onore, oltre che una responsabilità, veder riconosciuto il valore universale del nostro tessuto urbano. Le scelte urbanistiche dei prossimi anni dovranno andare in  questo senso: riqualificazione del centro storico, continuando da piazza Cavour verso piazza Aosta per salire lungo la Sternia sino a Villanuova, senza dimenticare corso Libertà. Dovremo fare uno sforzo tutti, canellesi compresi, nel comprendere che si tratta di cambiare mentalità.

Unesco che vuol dire aumento di turisti e, dunque, di affari. Quale sfida aspetta la città?
Anche in questo caso si tratta di cambiare passo: dal mordi e fuggi, anche nei servizi offerti, ad una proposta qualificata, un’accoglienza diffusa e di qualità perché i turisti abbiamo da star bene a Canelli. Dobbiamo, tutti insieme, cantine, aziende, commercianti calamitare l’attenzione del turista, portarlo da noi, coccolarlo e farlo tornare. In una parola, cambiare un po’ la nostra mentalità del tutto-e-subito. In questi anni abbiamo imparato, sappiamo come si fa; adesso, è ora di fare.

g.v.

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