Casa Toso, la tecnologia che rispetta il vino
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Casa Toso, la tecnologia che rispetta il vino

La grande fiducia che la Toso spa ripone nel Moscato e nell'Asti è dimostrato, oltre che dal rientro nel Consorzio, anche dagli investimenti che la società ha fatto nell'ultimo anno sulle

La grande fiducia che la Toso spa ripone nel Moscato e nell'Asti è dimostrato, oltre che dal rientro nel Consorzio, anche dagli investimenti che la società ha fatto nell'ultimo anno sulle linee di imbottigliamento di queste etichette.

«Il Moscato bianco che nasce in Piemonte, e che riesce ad esprimersi sui versanti più ripidi e soleggiati, sulle terre più bianche e magre, a volte oltre i 500 metri s.l.m., è un'armonia irripetibile di aromi intensi e muschiati, di gustosità sapida e penetrante, di contrappunti dolci e aciduli che non stancano mai il palato. E le bollicine che gorgogliano nel vino dorato esaltano in modo insuperabile la sua tipicità. Una ricchezza che sarebbe un peccato sprecare». Così gli enologi di Casa Toso, si pongono il problema di trattare con la necessaria delicatezza consistenti volumi di prodotto investendo continuamente in tecnologia.

Nel 2013 la Toso ha visto un forte potenziamento sul momento più delicato del processo produttivo del Moscato: la filtrazione.
Perfezionando questo passaggio fondamentale con filtri particolarmente evoluti, a membrana e tangenziali, si garantisce il massimo rispetto delle qualità organolettiche, mantenendo intatto il quadro aromatico. Questo consente di ridurre le filtrazioni, che impoveriscono la personalità del vino e di prolungarne la prestanza nel tempo.

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