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“Così insegneremo a dieci giovani attori la forza e la raffinatezza dei versi alfieriani”

Presentata la quinta edizione del progetto formativo organizzato dalla Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro

Torna “Vittorio Alfieri e l’attore”

Torna, per il quinto anno consecutivo, il progetto formativo teatrale “Vittorio Alfieri e l’attore”.
Organizzato dalla Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, è dedicato al drammaturgo Vittorio Alfieri. Infatti mira a far conoscere ai giovani artisti italiani la forza e la raffinatezza del verso alfieriano, inteso come strumento e valore aggiunto nella recitazione.
Il progetto, che coinvolgerà 10 attori tra i 18 e i 35 anni selezionati tra coloro che invieranno la domanda di partecipazione, consta di due momenti strettamente legati tra loro: un seminario e un concorso teatrale.
A presentare l’edizione 2020, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e della Fondazione CRT, ieri (giovedì) in conferenza stampa, il regista e attore Marco Viecca; il presidente della Fondazione Accomazzo Cesare Accomazzo, accompagnato dalla sorella Rossana; le attrici Daniela Placci e Valentina Veratrini. Tra gli intervenuti, la direttrice della Fondazione Centro di Studi alfieriani Carla Forno, l’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito e Mario Sacco, presidente del consorzio Uni-Astiss e della Fondazione CrAsti.

Le parole di Marco Viecca

«Quest’anno – ha spiegato Viecca – il seminario intensivo sarà focalizzato sulla tragedia “Antigone” di Vittorio Alfieri. Si terrà dal 24 al 31 luglio e sarà, come sempre, completamente gratuito per i dieci partecipanti. Le lezioni si terranno quasi interamente presso la sede del Polo universitario astigiano, ad eccezione di due giorni (il 25 e 26 luglio) quando si sposteranno a Palazzo Alfieri».
Viecca ha quindi spiegato le ragioni della scelta del tema.
«Inizialmente, prima che scoppiasse la pandemia – ha raccontato – avevamo pensato di lavorare sulla commedia “La finestrina”, ma successivamente abbiamo cambiato idea perché la commedia prevede un contatto quasi imprescindibile. Allora, nell’ottica del sentimento diffuso di “nostalgia di casa” tipico dei periodi difficili quali la pandemia, abbiamo pensato di dedicarci ad una tragedia che ci ha visti protagonisti di ben 66 rappresentazione in tutta Italia, e che rappresenta un po’ “casa nostra”, ovvero “Antigone”. Tuttavia lavoreremo a monologo, proprio per rispettare il distanziamento sociale previsto in questo periodo dalle misure di sicurezza anti Covid».
Viecca ha quindi confidato di essere stato colto di sorpresa per quanto riguarda le domande di partecipazione finora pervenute. «Pensavo che sarebbero state in numero inferiore rispetto al passato a causa della pandemia – ha affermato – e invece ne sono arrivate più del doppio. E, soprattutto, da parte di attori molto qualificati, che hanno alle spalle anche esperienze internazionali. Ciò significa, come scritto anche dai candidati nelle lettere motivazionali, che la comunità artistica di alto livello ha desiderio di venire nella nostra città per ammirarne le ricchezze storico – culturali e per imparare a lavorare sui versi alfieriani. Un risultato che attendevamo da tempo».

La formazione

I partecipanti saranno guidati nel percorso didattico da professionisti del mondo accademico e dello spettacolo. Tra i docenti lo stesso Viecca, già interprete e regista di vari spettacoli tratti dalle opere di Alfieri. «Il mio obiettivo – ha continuato – è portare a un gruppo di giovani attori la forza drammaturgica ed espressiva del Grande Vittorio Alfieri, essenziale e moderno, inventore di un linguaggio tagliente, potente, capace di fare nascere di getto nell’attore le pulsioni, gli obiettivi e le necessità che lo spingono nell’azione scenica, o meglio, nell’azione. Tutto questo, sperimentato, agito, vissuto, attraverso il grande lavoro che origina dal Sistema di matrice russa, successivamente evolutosi in Occidente a partire dalla prima generazione di attori di Metodo negli Stati Uniti, fino ai giorni nostri».
Insieme a lui Carla Forno, che fornirà un importante supporto didattico per l’assimilazione e la recitazione del verso alfieriano e l’inquadramento storico e biografico dell’autore. Sono inoltre previsti altri interventi formativi a cura dell’attrice Valentina Veratrini, esperta di teatro fisico, forme teatrali orientali e tecniche vocali.
«Ringrazio per la collaborazione e l’amicizia che si è consolidata negli anni con la Fondazione Accomazzo – ha affermato Carla Forno – anche per aver contribuito a ridare vita a Palazzo Alfieri».
«I musei – ha proseguito – non sono un tempio, ma si sono evoluti in uno spazio di attività per rendere più fruibile la modernità di Alfieri».
D’accordo Mario Sacco che, in qualità di presidente della Fondazione Asti Musei, ha sottolineato «l’importanza di Palazzo Alfieri come tappa museale della città. Ci impegniamo fin da subito ad animare lo spazio con attività ed eventi sotto il nome di Alfieri che contribuiscano a dare lustro ad una location storica e di grande importanza per la città a livello storico e turistico».

Il concorso teatrale

Il seminario culminerà in un concorso teatrale aperto al pubblico con i 10 partecipanti, chiamati a recitare testi tratti, appunto, dalla tragedia “Antigone”. L’evento, alla memoria del giovane attore Gabriele Accomazzo cui è intitolata la Fondazione, si terrà il 29 agosto alle 16 nella chiesa di San Bartolomeo a Castelnuovo Don Bosco, ospitato dal festival teatrale “Basta che siate giovani perché io vi ami assai”, giunto alla settima edizione.
I candidati verranno giudicati da una commissione di esperti e dal pubblico.I tre primi selezionati riceveranno una borsa di studio offerta dai genitori di Gabriele Accomazzo.
E proprio a questo proposito è stata annunciata nel corso della conferenza stampa una importante novità. «Considerando le difficoltà che sta vivendo il mondo dello spettacolo, che ha patito le amputazioni dovute alla pandemia a livello di tempo, spazio e parole – hanno sottolineato Cesare e Rossana Accomazzo – quest’anno il premio del concorso teatrale sarà raddoppiato: il primo classificato riceverà 2mila euro (invece di mille); il secondo mille euro (invece di 500) e il terzo 600 euro (invece di 300). Inoltre il concorso rappresenterà, per gli attori, un’occasione concreta per farsi notare e ottenere parti in future produzioni o progetti culturali.
L’evento è realizzato con la collaborazione di Uni-Astiss, Fondazione Asti Musei, il supporto scientifico della Fondazione Centro di Studi Alfieriani e il sostegno di numerosi sponsor.
Coloro che sono interessati a partecipare al seminario e al concorso devono presentare richiesta di partecipazione entro e non oltre il 18 luglio. Info: direzione.fga@parthenos.it; www.gabrieleaccomazzo.it.

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