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Dal 28 agosto al 6 settembre torna AstiTeatro: 22 spettacoli con 6 prime nazionali

Spostato di due mesi a causa della pandemia, il festival è stato presentato ieri dal Comune e dal direttore artistico Bronzino

Dal 28 agosto il festival AstiTeatro

E’ stato spostato a fine agosto a causa dell’emergenza Covid, ma tornerà come punto fermo dell’offerta culturale estiva della città. Parliamo di AstiTeatro, che quest’anno si svolgerà dal 28 agosto al 6 settembre.
Lo storico festival di teatro nazionale e internazionale, con la direzione artistica di Emiliano Bronzino, giungerà così alla quarantaduesima edizione consecutiva, proponendo 22 spettacoli in 10 giorni.
Organizzato dal Comune di Asti nell’ambito del progetto di rete Patric (Polo astigiano per il teatro di ricerca e di innovazione contemporaneo), è sostenuto dal 2018 dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando triennale per le Performing Arts 2018-2020, grazie al sostegno di Regione Piemonte, Fondazione CrAsti, Fondazione CRT, MIBACT, Fondazione Piemonte dal Vivo e ASP.
A presentarlo, ieri mattina (venerdì) in conferenza stampa nel ridotto del Teatro Alfieri, il sindaco Maurizio Rasero, l’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito, il dirigente comunale del settore Cultura, nonché direttore organizzativo del festival, Gianluigi Porro e il direttore artistico (neo confermato) Emiliano Bronzino. Presentazione astigiana cui è seguita quella a Torino nel pomeriggio.

Le parole del sindaco Rasero e dell’assessore Imerito

“AstiTeatro è un festival storico della scena teatrale italiana – hanno spiegato Rasero e Imerito – per noi irrinunciabile. In seguito alla pandemia abbiamo dovuto spostarlo dalla sua tradizionale collocazione a inizio estate e ripensarlo, ma siamo certi di aver mantenuto intatte qualità e attrattiva. Crediamo che portare avanti la progettualità culturale in città sia uno degli elementi su cui costruire la fase della ripresa a fronte di un evento così grave, e nel caso di AstiTeatro riesce ad autofinanziarsi grazie ai bandi esterni che abbiamo vinto e al supporto dei nostri partner (cui si aggiunge quest’anno Nova Coop), con importanti ricadute sul territorio, anche turistiche. La cultura vive di momenti di incontro, ed è importante far sentire attraverso la forma del teatro la presenza forte di una comunità che si ritrova per scoprire emozioni, sentimenti, obiettivi comuni sui quali ricostruire il proprio stare insieme”.
Soddisfazione e orgoglio sono quindi state espresse dall’assessore Imerito, che ha ricordato come “il festival si inserisca, nonostante le difficoltà dovute al periodo, in un cartellone estivo che propone 65 serate di eventi a partire da domani (stasera, quando verrà recuperato lo spettacolo “In exitu” della stagione teatrale “Public” dello Spazio Kor, ndr). Un risultato impensabile appena due mesi fa”.

Le caratteristiche del festival

“Il festival – ha sottolineato Bronzino – ha mantenuto sostanzialmente la sua connotazione generale. L’unica differenza rispetto all’impianto originario pre Covid è che alcune compagnie, soprattutto quelle più giovani, hanno deciso di rimandare la rappresentazione all’edizione 43 del festival. Comunque anche quest’anno, su un totale di 22 spettacoli, più della metà saranno prime nazionali (in totale 6) e regionali (7)”.
Due le missioni che Bronzino ha deciso di affrontare nella direzione artistica di AstiTeatro, e che continua a perseguire: generare un bene al servizio di Asti e del suo territorio, in collaborazione con il Comune, e consolidare l’identità del festival e il suo ruolo nel panorama nazionale. “Ripensare AstiTeatro in tempo di Covid 19 – ha affermato – significa prima di tutto immaginare percorsi per ricollegare il pubblico al festival. Il nostro desiderio è quello di ricostruire una socialità intorno allo spettacolo dal vivo dopo il periodo di isolamento”.
A livello di tematiche, “AstiTeatro 42, incentrato sull’identificazione e la ricerca della nuova drammaturgia italiana (caratterizzata da una strettissima connessione tra messa in scena e scrittura drammaturgica) – ha continuato – presenta un focus di riflessione delle nuove generazioni sulla sostenibilità ambientale, proponendo due debutti di compagnie e giovani drammaturghi che affrontano il tema. L’altra tematica che attraversa il festival, e che si collega strettamente con la prima proposta, è il rapporto tra generazioni. Una serie di riflessioni sulle eredità, sul rapporto complesso e difficile tra genitori e figli e sulla ricerca di modelli e maestri”.

I luoghi scelti

“Quello che si svolgerà dal 28 agosto – ha confidato Porro – sarà il mio ultimo festival di AstiTeatro, dato che la prossima primavera andrò in pensione, per cui sono molto contento che si sia potuto concretizzare. Considerato il periodo di emergenza sanitaria, abbiamo scelto di far svolgere molte rappresentazioni all’aperto. In questo modo si rinsalderà l’identificazione di AstiTeatro con alcuni luoghi della città, lo Spazio Kor e il Michelerio (cortile e Chiesa del Gesù) in primis. L’altro luogo che diventerà centrale è il Teatro Alfieri che, considerata la stagione non più eccessivamente calda in cui si svolgeranno gli spettacoli e il fatto che è rimasto forzatamente chiuso dall’8 marzo, penso possa rappresentare un luogo piacevole per gli spettatori. A questo proposito posso anticipare che stiamo lavorando per ospitare, all’interno del festival, l’ultimo spettacolo della stagione “Public” dello Spazio Kor, che vede protagonista Elio Germano, che non si è potuto svolgere a causa del lockdown”.
“Altri luoghi nella città, poi – ha concluso – ospiteranno eventi particolari, come il cortile dell’Archivio Storico e il Diavolo Rosso”.

Il cartellone

Sergio Rubini salirà sul palco del festival con il suo nuovo spettacolo “L’origine del mondo”

Il festival comincia 28 agosto alle 22. L’idea è quella di inaugurarlo in piazza San Secondo, in partenza dalla quale è in programma una performance itinerante di circo contemporaneo curata da ArteMakìa, compagnia guidata dall’artista e regista Milo Scotton, pensata per coinvolgere la città. La location della prima serata, però, sarà confermata sulla base dell’andamento della pandemia. Al vaglio, infatti, ci sono altri ipotesi, in luoghi più facilmente presidiabili a livello di distanziamento sociale.
Sabato 29 agosto alle 19,30 allo Spazio Kor Eleonora Danco è autrice e protagonista di “dEVERSIVO”, atto unico dissacrante sul teatro e sulla vita ispirato all’opera di Robert Rauschenberg, fotografo e pittore americano vicino alla pop art. Alle 18 e alle 23 alla Chiesa del Gesù va in scena “Quando diventi piccolo”, di e con Massimiliano Loizzi, tratto dall’omonimo romanzo, la storia di un uomo, e di come la sua ragazza e i suoi figli gli abbiano salvato la vita. Alle 21,30 al Teatro Alfieri, in collaborazione con Attraverso festival, prima nazionale del nuovo spettacolo di Sergio Rubini “L’origine del mondo”, un viaggio nel passato tra i classici e le poesie più belle. Un percorso che parte dalle origini e arriva a noi, oggi, più forte che mai. Ironico, triste, sorridente, un passaggio da nord a sud e viceversa dentro i ricordi più lontani, nelle storie di un tempo che diventano realtà presente.
Domenica 30 agosto alle 18 nel cortile dell’Archivio Storico Lorenza Zambon presenta il suo nuovo spettacolo in prima nazionale “La montagna vivente”, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Nan Sheperd, con musica dal vivo di Marco Remondini. Alle 20 al Teatro Alfieri Lino Musella presenta “The night writer. Giornale notturno” di Jan Fabre, per il quale ha vinto il Premio Ubu 2019 come migliore attore, un flusso di coscienza tratto dai diari personali dell’autore. Alle 22 nel cortile del Michelerio “In nome del padre, della madre, dei figli”, che segna il ritorno di Mario Perrotta al festival, uno sguardo sul presente per indagare quanto profonda e duratura è la mutazione delle famiglie millennial e quanto di universale resta ancora.
Lunedì 31 agosto alle 18 al cortile dell’Archivio Storico si replica lo spettacolo di Lorenza Zambon, e sempre alle 18 al Diavolo Rosso si tiene “Scene di violenza coniugale. Atto finale” di Gérard Watkins con la regia di Elena Serra, attualissimo dramma dell’autore anglo-francese sulle dinamiche di coppia dove le donne sono vittime designate (spettacolo limitato a massimo 20 spettatori). Alle 21,30 alla Chiesa del Gesù va in scena “La donna pesce”, spettacolo di Rosario Sparno, protagonista insieme ad Antonella Romano, tratto da un racconto di Andrea Camilleri e presentato con successo a New York lo scorso anno nella rassegna “In scena! Italian Theater Festival NY”. Alle 20 e alle 23 allo Spazio Kor Paolo Mazzarelli è autore e protagonista di “Soffia vento”, in anteprima nazionale, dove un noto attore immaginario – Pippo Soffiavento – è in scena con la sua ultima interpretazione: il Macbeth di Shakespeare. Ma qualcosa va storto, lo spettacolo si interrompe, e l’attore è costretto a calare la maschera.
Martedì 1° settembre alle 19 al Diavolo Rosso si replica “Scene di violenza coniugale. Atto finale”, e alle 22 al cortile del Michelerio Enrica Tesio e Mauro “Mao” Gurlino presentano “Gli adulti non esistono”, in parte tratto dal libro della Tesio, “Filastorta d’amore”, in parte frutto di una scrittura originale ad hoc per lo spettacolo: un uomo e una donna alla soglia dei quarant’anni, si interrogano su una fase della vita che il mondo chiama maturità e che invece si è rivelata essere una nuova adolescenza, una “quarantolescenza”. Questo spettacolo è realizzato in collaborazione con Attraverso Festival.

Enrica Tesio e Mauro “Mao” Gurlino

Mercoledì 2 settembre alle 19 alla Chiesa del Gesù debutta lo spettacolo di Daniele Ronco “Il grande giorno”, in cui l’attore in scena e un manipolo di spettatori volontari alimenteranno impianto luci e audio con l’ausilio di speciali biciclette, una riflessione di stringente attualità sull’ecologia e sul bisogno di “rallentare”. Alle 20,30 allo Spazio Kor debutta il testo di Fabrizio Sinisi “La fine del mondo”, con Gabriele Cicirello, Alice Spisa, Anahi Traversi e Angelo Tronca, diretti da Claudio Autelli, anche esso sul tema del disastro ecologico visto con gli occhi di quattro giovani in una Venezia avveniristica. Alle 22 al Teatro Alfieri Cirko Vertigo presenta “Off ballad” di blucinQue / Qanat Arte e Spettacolo, dove sette performer si interrogano sulla ineludibile inclinazione al conflitto, tra musica live ed elettronica, teatrodanza e una “pittura” circense di voli aerei e coreografie in un’atmosfera onirica e “sospesa”, sui testi poetici di Pessoa e a partire dal testo di Hillman “Un terribile amore per la guerra”.
Giovedì 3 settembre alle 20 alla Chiesa del Gesù va in scena “L’uno”, di e con Stefano Accomo, Anna Canale, Elena Cascino, Carlo Alberto Cravino, Alice Piano e Matteo Sintucci regia di Paolo Carenzo. La sera dell’ultimo dell’anno durante una cena tra amici si innesca una commedia degli equivoci, ora divertente ora più drammatica, dove si consuma il progressivo disfacimento di relazioni, affettive e famigliari.
Alle 22 al Cortile del Michelerio tornano gli attori di Generazione Disagio con “Art”, spettacolo in prima nazionale prodotto dal Teatro della Tosse. Una commedia crudele e divertente sull’amicizia, scritta dalla drammaturga francese Yasmina Reza e tradotta in trenta lingue.
Venerdì 4 settembre alle 19 e alle 23 allo Spazio Kor Paolo Valerio è protagonista de “Il muro trasparente”, il delirio di un tennista separato dal pubblico da una parete di plexiglass, con lo sport come metafora della vita. Alle 21 al Teatro Alfieri torna la compagnia Berardi Casolari con il nuovo spettacolo “I figli della frettolosa”, scritto e diretto da Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, che affronta il tema della cecità e del significato più ampio che ha oggi la parola “vedere”, realizzato con il contributo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Sabato 5 settembre alle 20 allo Spazio Kor arriva Il Mulino di Amleto con “Senza famiglia”, di Madgalena Barile: finalista al Premio Scenario 2017, racconta di una famiglia composta da cinque personaggi, tra conflitti e impossibilità di esprimersi con affetto. Una creazione folle e imprevedibile in cui una nonna, che ha fatto gli anni ’70, risorge per convincere la figlia a cambiare vita, un’educazione politica e sentimentale tra generazioni destinata a un grottesco fallimento. Alle 22 al Cortile del Michelerio Oscar De Summa presenta il suo ultimo lavoro “Da Prometeo. Indomabile è la notte”, che lo vede protagonista con Marina Occhionero (Premio Ubu 2019 come miglior attrice under 35), Luca Carbone e Rebecca Rossetti, rivisitazione del mito di Prometeo, il titano che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini.
Domenica 6 settembre il festival si chiude con due spettacoli: alle 19 allo Spazio Kor va in scena “Tutto quello che volevo. Storia di una sentenza” di e con Cinzia Spanò, basato su un fatto di cronaca legato alla “Roma bene” e allo sfruttamento che offre lo spunto per una riflessione sul femminile. Alle 21 al Teatro Alfieri Davide Enia è protagonista e autore de “L’abisso”, spettacolo pluripremiato (Premio Ubu 2019 come miglior nuovo testo italiano, Premio Le maschere del teatro e Premio Hystrio Twister) di grande attualità: da un viaggio nella Lampedusa degli sbarchi Enia ha tratto un romanzo prima e uno spettacolo poi, facendo emergere frammenti di storie dolorosissime eppure cariche di speranza.
“In concomitanza con l’inizio di AstiTeatro – ha aggiunto Porro – verranno annunciate le 8 compagnie selezionate per l’undicesima edizione del concorso “Scintille”, anche se l’esibizione di queste verrà spostata in autunno per esigenze organizzative, con nuove modalità in via di definizione”.

Biglietti

Prevendita biglietti a partire dal 15 luglio presso la biglietteria del Teatro Alfieri, aperta martedì e mercoledì dalle 17 alle 19, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13, e nei giorni di spettacolo un’ora prima di ogni rappresentazione direttamente in location.
Per informazioni e prenotazioni 0141/399057, 399040.
Biglietti: 10 euro intero; 8 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri, over 65, possessori Kor Card e tessera Biblioteca Astense; 5 euro ridotto operatori; abbonamento a 10 spettacoli: 80 euro. È inoltre disponibile la card “AstiTeatro under18”, riservata ai giovani sotto i 18 anni, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti. Ingresso libero per l’apertura con Artemakia.

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