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Dall’Irlanda su Facebook i racconti di Ivan Mondo dal sapore astigiano

Originario di Bramairate, traduttore e insegnante di italiano nel Wexford, pubblica ogni settimana una nuova breve storia legata alle sue radici

In Irlanda ci vive e lavora con la sua famiglia, ma il legame con le sue radici astigiane non si è mai spezzato e ha preso la forma di racconti che vengono pubblicati in “pillole” sulla sua pagina Facebook Brassabosc.
E’ in sintesi la storia di Ivan Mondo, 50 anni, originario di Bramairate, traduttore e insegnante di italiano nella contea irlandese di Wexford dove vive con la moglie Alessandra, anche lei astigiana, e i loro tre figli.
Come mai la fuga dall’Italia?
E’ una decisione che abbiamo preso 6 anni fa, quando erano già nati tutti e tre i nostri figli. Un po’ per ragioni di lavoro, un po’ perchè amiamo profondamente l’Irlnda, un po’ perchè per noi era diventato insostenibile il clima di razzismo che si respirava qui in Italia.
Traduttore e insegnante di italiano: una passione per la scrittura che non si esauriva con il suo mestiere?
Eh, no, non mi bastava. Ho sempre amato la scrittura creativa però racchiusa in testi brevi. Sia perchè la concisione è una mia forma mentale di pensiero (amo l’essenzialità, la fruibilità, l’urgenza di scrivere quando mi viene l’ispirazione), sia perchè i primi testi che ho scritto sono stati quelli delle canzoni che risalgono a quando cantavo in due gruppi astigiani: gli Unni e “Gibi e i magnifici”. Un imprinting che mi è rimasto.
Racconti che tutti possono leggere sulla sua pagina Facebook Brassabosc. Perché questo nome?
Perché è la traduzione dal “bramairatese” all’italiano di edera, una pianta che mi ha sempre affascinato.
Ogni quanto compare un nuovo racconto?
Più o meno mantengo una cadenza settimanale. Buona parte di loro sono ambientati nell’Astigiano perchè mi piace ricordare il mio luogo natio anche quando ne sono lontano.
Dai social è però passato alla carta con il suo primo libro presentato nei giorni scorsi ad Isola.
Sì, ho deciso di pubblicare 15 racconti in un libro vero, “Felice da morire”. Perchè adoro toccare i libri di carta. Sono racconti di episodi che ho realmente vissuto e di altri che avrei voluto vivere. C’è molta influenza di Fenoglio, Pavese, Rigoni Stern di cui sono grande lettore, ma attingo anche molto alle storie di paese che mi raccontavano da ragazzo e da quelle della seconda guerra mondiale fatte da mio padre, decimo figlio, classe 1941 e dai miei zii.
Prossimo progetto editoriale?
Quello di una trilogia, sempre di racconti, con la collaborazione di un amico illustratore, Luca Cauda, meglio noto come Pitoff.
Niente in Irlanda?
Qualche mio racconto è già stato tradotto anche in inglese e pubblicato su una pagina Facebook dedicata.

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