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“Dopo il successo del disco dedicato a Ponce, ora penso a Barrios”

Ristampato l’album in cui il chitarrista astigiano interpreta cinque brani del noto compositore messicano

Ristampato il disco dedicato a Ponce

Ha ottenuto un grande successo, tanto da essere stato ristampato proprio questo mese, il disco del noto chitarrista astigiano Christian Saggese dedicato alle 5 Sonate per chitarra del compositore messicano Manuel María Ponce (1842/1948), capolavori immortali del grande repertorio del Novecento.
Una bella soddisfazione, in questo periodo di pandemia che ha messo in difficoltà anche il settore culturale, per il musicista che ha da poco compiuto 46 anni. Premiato ai concorsi “Segovia” di Almuñécar, “De Bonis” di Cosenza, “Tárrega” di Benicasim e “Pittaluga” di Alessandria, di lui si sono interessate negli anni diverse testate nazionali e straniere, tanto che il quotidiano spagnolo “El Pais” lo considera “…tra i migliori chitarristi d’ Europa”. Concertista in veste solistica ed in formazioni cameristiche in diversi Paesi del mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, tiene masterclass nei più famosi festival internazionali di chitarra.
Il disco – che comprende i brani Sonata Mexicana, Sonata III, Sonata Clásica, Sonate romantique, Sonatina Meridional – è stato pubblicato l’anno scorso nella collana “I maestri della chitarra” della rivista Seicorde dell’editore Filippo Michelangeli, accolto con grave favore della critica, tanto che il chitarrista e compositore Angelo Gilardino lo aveva definito «un disco epocale».
Andato presto esaurito, ha continuato a ricevere richieste e a destare interesse. Da qui la decisione della rivista “Suonare news” di pubblicare una riedizione del disco questo mese.
Abbiamo raggiunto Christian Saggese per porgli alcune domande sul disco e sui progetti professionali futuri.
Quante copie dell’album sono state pubblicate l’anno scorso? Si aspettava questo successo?
«Non so i dati precisi, ma credo più di 16 mila totali. Non mi aspettavo assolutamente questo successo clamoroso, anche se io e Luciano Marziali (il tecnico del suono che ha registrato l’album da me interpretato a Colonia in Germania) sapevamo di aver fatto un buon prodotto».

L’attività in quarantena e i progetti futuri

Quanti e quali masterclass ha tenuto – prima in presenza e successivamente on line – dallo scorso settembre?
«Le masterclass che tengo – attualmente online e prima dell’avvento del lockdown in presenza – sono in tutta Italia: Milano, Roma, Cosenza e Palermo. Non ho masterclass di perfezionamento ad Asti perché non ci sono strutture disposte ad ospitare lezioni di un certo livello e costo. E poi lo sanno tutti che Asti non è la città ideale per un musicista professionista».
Perché?
«Di preciso non saprei. Però vedo nell’Astigiano un maggiore interesse nei confronti delle corse di cavalli e della gastronomia».
Di quanti e quali concerti on line è stato protagonista durante la quarantena?
«Da marzo ho tenuto sette concerti in diretta streaming su Facebook, ognuno della durata media di 30 minuti, affrontando una cinquantina di brani del repertorio chitarristico».
L’ultimo si è tenuto lo scorso 13 giugno. Quale programma prevedeva?
«Il programma della diretta numero 7 era sulla Partita n.2 di J.S.Bach originalmente scritta per violino solo, trascritta da me per chitarra sola».
Quali progetti ha per il futuro?
«Studiare, registrare un disco l’anno, insegnare e fare concerti e masterclass in presenza come facevo prima della pandemia da Covid 19. In particolare, il prossimo disco sarà dedicato ad opere per chitarra classica del compositore chitarrista Agustin Barrios Mangoré».
«E poi continuare anche con i concerti online ogni due settimane non mi dispiace affatto… Principalmente, comunque, mi auguro un po’ di serenità e molta musica».

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