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Cultura e Spettacoli

Douja d'Or avanti a gonfie vele, russi
e giapponesi al banco degustazioni

Il maltempo che domenica ha colpito il Festival delle Sagre guastando la festa non ha avuto particolari conseguenze negative sul Salone della Douja d'Or, complice anche il fatto che la

Il maltempo che domenica ha colpito il Festival delle Sagre guastando la festa non ha avuto particolari conseguenze negative sul Salone della Douja d'Or, complice anche il fatto che la manifestazione si è tenuta completamente al chiuso. Certo, stando ai produttori e agli operatori del Salone si è registrato un minor flusso di visitatori rispetto al sabato. Soprattutto si è perso chi, attirato dalle Sagre, avrebbe poi fatto un giro alla Douja. In ogni caso, però, chi era interessato prettamente al concorso e ai vini esposti si è presentato regolarmente munito di taschetta per il bicchiere. Soddisfatti i produttori di prodotti gastronomici locali che sotto i portici dell'Enofila hanno dato il benvenuto ai visitatori.

«Stiamo lavorando bene. Oltre al vino, il pubblico è interessato ai nostri prodotti locali e per il momento abbiamo servito soprattutto stranieri» commenta Luca Valle di San Marzanotto. All'interno, salita la breve scalinata sulla destra si apre il salone delle degustazioni di Vermouth, una novità di quest'anno proposta dall'Unione Industriale. Al bancone, il barman Antonio Marteddu docente alla Scuola Alberghiera è intento a servire degustazioni e cocktail di questo vino aromatico: «Per il momento sta andando abbastanza bene, siamo sulle 300 degustazioni al giorno. Noto una certa curiosità nei confronti del prodotto. Purtroppo il Vermouth è poco conosciuto, non solo dagli stranieri ma anche dagli astigiani. E' un peccato considerando che è nato nel 1886 a Torino, dove oggi ha sede Eataly. Non tutti conoscono le sue proprietà digestive e medicinali dovute alla miscela di erbe aromatiche che contiene. Alcuni pensano sia un liquore e rimangono sorpresi nell'appurare che invece si tratta di un vino "speciale", un assemblaggio di diverse uve provenienti da diverse regioni italiane».

Procedendo nella nostra visita, entriamo nel padiglione accanto con le degustazioni dei vini in concorso. Attilio Caros dell'associazione Onav descrive il visitatore tipo della Douja 2015: «ormai il Salone attira un pubblico sofisticato di intenditori. Chi si presenta al bancone per le degustazioni sa cosa vuole e ha già in mente una lista di prodotti. Le richieste sono varie, principalmente richiedono i vini dolci o i rossi blasonati come il Barolo o il Barbaresco». Quanto agli stranieri, non c'è da chiedere: si contano soprattutto russi, giapponesi, cinesi, americani e del Nord Europa. Si muovono prevalentemente in gruppi organizzati e sempre accompagnati da un autista. Soddisfatti anche dal "Consorzio di tutela della Barbera, Vini d'Asti e del Monferrato" che al secondo piano della Douja espone le sue etichette più prestigiose, protagoniste di degustazioni ad hoc accompagnate dalle delizie preparate dalla Scuola Alberghiera.

«Ogni sera contiamo il tutto esaurito. Il Salone è una vetrina d'eccezione per presentare i nostri prodotti e un'ottima occasione per far incontrare i nostri vini con l'eccellenza della nostra gastronomia. L'interesse del pubblico mostra come iniziative come il Salone Douja d'Or servano ancora per la promozione. E' necessario però non dimenticare di innovarsi, proponendo ogni anno cose nuove» ha commentato Filippo Mobrici Presidente del Consorzio di tutela della Barbera.

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