Edo Pop
Cultura e Spettacoli

Edo Pop: “Canto l’amore, la vita vissuta e il caso di Emanuela Orlandi”

Intervista al cantantautore astigiano che ha da poco realizzato il video di un brano compreso nell’album uscito a fine 2019

On line il video di “Il sorriso di aprile” di Edo Pop

E’ on line da alcuni giorni il video di “Il sorriso di aprile”, una delle canzoni che fanno parte del disco “Aspetterò domani”. Uscito lo scorso dicembre con l’etichetta Sanremo giovani, è firmato dal cantautore e interprete astigiano Edoardo Porcellana (in arte Edo Pop), 29 anni.
Lo abbiamo raggiunto per porgli alcune domande sulla sua carriera musicale, che si aggiunge al suo lavoro nell’azienda agricola di famiglia.
Quando è sbocciato l’amore per la musica?
«Ho cominciato ad appassionarmi alla musica fin da bambino. A 15 anni ho cominciato a partecipare ad alcuni concorsi canori e poi, all’età di 21 anni, c’è stata la svolta».
In che senso?
«Nel 2012 ho partecipato ad un provino per una serata tributo ad Alessandro Bono, che si svolge tutti gli anni a Milano organizzata dalla famiglia del cantautore, scomparso nel 1994. La mia esibizione è piaciuta molto, per cui, grazie alla famiglia Bono, ho potuto incidere i miei primi due pezzi singoli, ovvero “Baby” e “Bambina” in omaggio appunto al cantautore. Tramite l’etichetta RD Rock li abbiamo lanciati, anche se non hanno avuto molto successo. Comunque mi sono poi esibito in diverse edizioni dell’evento milanese cantando insieme a Mario Lavezzi, Andrea Mingardi e alcuni giovani emergenti».
E dopo?
«Ho continuato a partecipare a concorsi canori. Ad esempio al “San Jorio Festival”, dove sono arrivato terzo con il brano “Portami a ballare” di Luca Barbarossa. Quindi nel 2015 ho inciso il singolo “Passaggio a livello”, cover di Luigi Tenco, e mi sono esibito in vari locali del Piemonte. Dopodiché è arrivata la seconda svolta…».
Come?
«Nel 2017, durante un radioshow condotto dallo speaker ligure Claudio Gambaro, che mi voleva intervistare in seguito alla mia partecipazione a concorsi canori in Liguria, ho proposto dal vivo l’inedito “La ballata delle scale” ed è stato un successo. Infatti sono stato notato e ho ottenuto la possibilità di firmare con l’etichetta Sanremo giovani, con cui ho potuto pubblicare, lo scorso dicembre, l’album “Aspetterò domani”, composto a 6 brani. Il primo scritto interamente da me (testi e musica) e presentato in anteprima “unplugged” in occasione della prima edizione del “Lunamore Festival” a Genova. Una bella soddisfazione, dato che ha consentito di raggiungere un pubblico vasto ad uno come me che non ama i talent show televisivi».

Lo stile e le canzoni

Come definiresti il tuo stile?
«Il pop è nelle mie corde (e nel nome d’arte!) e il mio stile ha una vena molto romantica.
Da interprete il mio repertorio di riferimento abbraccia la musica italiana dagli anni Settanta ad oggi, soprattutto la scuola dei cantautori genovesi: da Tenco a Lauzi, fino a De André. Poi amo molto le canzoni di Venditti, Dalla e Cremonini, tanto che anche il mio nome d’arte richiama il gruppo con cui il cantautore bolognese ha raggiunto il successo, ovvero i Lùnapop».
Di cosa parli nelle tue canzoni?
«Scrivo di fatti personali, che ho vissuto direttamente, o di vicende di attualità che mi stanno particolarmente a cuore. Ad esempio, un brano del disco si intitola “Cara Emanuela”, riferito al caso di Emanuela Orlandi (la quindicenne, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, sparita nel 1983, ndr)».
Come mai l’interesse verso questa vicenda?
«Anni fa guardavo spesso la trasmissione “Chi l’ha visto?”, in cui spesso si è parlato di questa vicenda. Mi è rimasta impressa, per cui successivamente ho cominciato ad interessarmene, leggendo libri sull’argomento. Poi ho contattato i familiari della ragazza, con cui ho potuto approfondire l’argomento, e ho scritto la canzone. La famiglia Orlandi, cui ho fatto ascoltare il brano, mi aspettava a Roma nei giorni scorsi in occasione dell’annuale manifestazione in ricordo della ragazza, ma siccome quest’anno non erano concesse esibizioni musicali causa Covid, ho dovuto rinunciare».
Gli altri brani dell’album riguardano fatti storici o personali?
«Tutti personali, compreso “Il sorriso di aprile”, sul tema dell’amore, di cui è uscito il video».
Dove è stato girato?
«A Genova, città che ho nel cuore. Protagonista, insieme a me, la modella astigiana Marta Sardi, mentre la realizzazione è a cura del mio manager Claudio Gambaro».
Pensi di realizzarne altri?
«Spero di riuscire a realizzare quello legato alla canzone su Emanuela Orlandi a Roma nei pressi del Vaticano. Per ora, comunque, è già stato un miracolo girare a Genova, dato che inizialmente il tutto era in programma ad aprile, in piena emergenza sanitaria».

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